Innovazione: Europa in ritardo nel mondo digitale

Nessuna azienda nella top ten del successo, poca banda. Le strategie Ue

Si chiama “Digital Agenda for Europe” ed è il piano messo a punto da Bruxelles per rilanciare lo sviluppo della rete, sia nei contenuti  sia nelle infrastrutture.
E’ urgente, anzi urgentissimo.
Il punto è che, per ammissione della stessa Commissione Europea, il nostro continente è in ritardo nel mondo digitale: non c’è nemmeno un’azienda europea nella top ten di quelle di maggior successo (ai primi posti Google, Amazon, eBay e Facebook) e sono europei solo quattro dei 54 siti più visitati.

La “Digital Agenda” invita i Paesi membri ad abbattere i costi amministrativi e si propone di dare a tutti la banda larga entro il 2013. Poi, entro il 2020, si punta a raggiungere almeno il 50% degli europei con  Internet sopra i 30 Mbps e sopra i 100 Mbps. Le tecnologie mobile dovrebbero raggiungere le aree più complicate dal punto di vista delle infrastrutture.

Attualmente, l’Ict (Information and communication technology) è responsabile del 4,8% del Pil europeo – circa 660 miliardi di euro all’anno e contribuisce per il 30% alla crescita della produttività, aiutando le industrie a innovare.
Tuttavia, è sconfortante rilevare che il Vecchio Continente resta ultimo tra le principali economie del G20 in quanto a penetrazione della fibra ottica (meno dell’1%, contro il 2% degli Usa e il 4% di Giappone e Corea).

Secondo Bruxelles, il mercato europeo è troppo complicato. Come sempre, quando si tratta di Europa, il problema consiste soprattutto nell’armonizzare le diverse normative. Ad esempio, i grandi produttori di contenuti online sono costretti a contrattare le licenze Paese per Paese. Per questo motivo, la Commissione pensa a un sistema unificato di licenze.

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