Inflazione: il rialzo è servito. La stangata pure

Poco meno di 400 euro a famiglia, lo afferma il Codacons

(Teleborsa) Nel mese di dicembre 2017, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,4% su base mensile e dello 0,9% su base annua. Sono queste le stime preliminari rese note dall’Istat.

Nel 2017, in media, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,2% dopo la lieve flessione del 2016. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si attesta a +0,7%, un tasso di poco più elevato rispetto a quello del 2016 (+0,5%).

RIALZO CON STANGATA – Il rialzo dell’inflazione nel 2017 ha determinato una stangata pari a 364 euro a famiglia. Lo afferma il Codacons, commentando i dati forniti oggi dall’Istat. “La ripresa del tasso di inflazione che nell’ultimo anno ha raggiunto quota 1,2% ha avuto effetti diretti sulle tasche degli italiani”, spiega il presidente Carlo Rienzi.

La crescita dei prezzi di beni e servizi, infatti, rileva, “ha prodotto un maggiore esborso nel corso del 2017 mediamente pari a +364 euro a famiglia. Marcati gli aumenti degli alimentari, cresciuti nel corso dell’ultimo anno del +1,9%, con una maggiore spesa per cibo e bevande pari a +102 euro a nucleo familiare”.

Ma a trainare l’inflazione del 2017 è soprattutto il comparto trasporti, i cui prezzi segnano un aumento del +3,4% rispetto all’anno precedente, denuncia il Codacons . “Questo significa che nell’ultimo anno ogni famiglia ha speso mediamente 110 euro in più rispetto al 2016 per i propri spostamenti”, conclude l’associazione dei consumatori.

Federdistribuzione: Preoccupazione per gli aumenti annunciati da gennaio in grado di deprimere la già debole crescita dei consumi – “Il dato di dicembre conferma un’inflazione complessiva stabile al di sotto dell’1%, nonostante l’impulso al rialzo di fattori stagionali quali i prezzi dei trasporti (navi, aerei, ecc) – commenta Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – Anche il valore modesto dell’inflazione di fondo, che conferma a dicembre lo 0,4% del mese precedente, testimonia un Paese nel quale la ripresa dei consumi non è ancora in grado di sostenere una “sana” crescita dei prezzi che ci avvicini a quel 2% obiettivo della BCE”.

“Considerazioni analoghe possono essere fatte analizzando i dati relativi all’intero 2017, dove peraltro il dato complessivo annuo (+1,2%) è fortemente influenzato dall’impennata dei prezzi dei primi mesi, mentre da dopo l’estate l’inflazione ha sempre registrato dati intorno all’1%, con una componente di fondo pari a circa la metà”.

Per i prossimi mesi c’è qualche elemento di preoccupazione a causa degli incrementi annunciati per quanto riguarda le bollette di luce e gas e i trasporti (autostrade, ecc). L’inflazione potrebbe risalire, ma si tratterebbe di un rialzo dei prezzi negativo, cioè non determinato dalla tensione del rapporto tra domanda e offerta a favore della prima, bensì da una serie di aumenti destinati a ridurre il potere d’acquisto delle famiglie e quindi a diminuire il già debole impulso alla ripresa dei consumi” – conclude il Presidente di Federdistribuzione.

Federconsumatori: le famiglie non possono sostenere il ritmo di crescita dei prezzi – I dati appena trasmessi appaiono in forte e chiaro contrasto con le condizioni economiche dei cittadini, che ancora faticano a far quadrare i bilanci familiari e, anche se da più parte sentiamo parlare ottimisticamente e irrealisticamente di ripresa ormai avviata, la situazione resta incerta. Anche la frenata dei consumi (che nel terzo trimestre del 2017 fanno registrare il dato più basso degli ultimi due anni, appena il +0,2%) e il parallelo aumento della propensione al risparmio dimostrano i sentimenti di incertezza, preoccupazione e indeterminatezza che orientano le scelte quotidiane della gran parte della popolazione.

E’ inoltre significativo il fatto che la crescita dei prezzi sia determinata soprattutto dagli aumenti dei beni energetici, quindi carburanti, luce e gas.

CONTROLLI NECESSARI – “A fronte di tali rilevazioni, ci troviamo a ribadire la necessità di un capillare monitoraggio di prezzi e tariffe per contrastare il fenomeno degli aumenti inspiegabili ed ingiustificabili, che mette in serissima difficoltà i cittadini” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

OCCHIO AI CARBURANTI – Verifiche e controlli mirati devono essere effettuati soprattutto nel settore dei carburanti, i cui gli aggravi si ripercuotono in modo diretto sulle tasche degli automobilisti ma anche indirettamente sui prezzi dei beni di consumo, poiché nel nostro Paese il trasporto dell’86% delle merci avviene su gomma.

Inflazione: il rialzo è servito. La stangata pure