“Infiltrazioni mafiose a L’Aquila, ridateci i soldi”. La Ue attacca l’Italia

L'Italia rischia di dovere rimborsare oltre 300 milioni di contributi a Bruxelles

L’Aquila quattro anni dopo; se la città è ancora lungi dal ritrovare il proprio aspetto originario dopo il terribile terremoto dell’aprile 2009, entrano ora nel mirino i fondi europei messi a disposizione dell’Ue, che secondo un rapporto dell’europarlamentare danese Soren Sondergaard hanno portato a prezzi gonfiati nella costruzione dei nuovi appartamenti, scarsa qualità degli edifici, infiltrazioni mafiose negli appalti e colpevoli negligenze da parte delle autorità italiane e comunitarie. Lo rivela un articolo di Repubblica, che riporta ampi passaggi della relazione che verrà discussa nelle prossime ore a Bruxelles. L’Italia rischia di dovere rimborsare 350 milioni di contributi europei.
 
LE CIFRE – Le cifre citate da Sondergaard sono fornite direttamente dalla Corte dei Conti europea. Ogni appartamento è costato il 158% in più rispetto al valore di mercato: solo il calcestruzzo è stato pagato 4 milioni oltre il previsto, per non parlare dei pilastri degli edifici, che sono venuti a costare 21 milioni in più. Si sottolinea ino,ltre che i materiali utilizzati sono spesso scadenti e insicuri, e che il centro della città è stato fin qui praticamente ignorato: “Solo un paio di edifici (uno pubblico e uno privato) sono stati ricostruiti nella cosiddetta zona rossa”.
 
INFILTRAZIONI MAFIOSE –  “Un numero di subappaltatori non disponeva del certificato antimafia“, si spiega nel dossier. La Protezione Civile avrebbe poi aumentato il ricorso al subappalto consentito dal 30 al 50 per cento. E ancora: “Una parte dei fondi per i progetti Case e Map sono stati pagati a società con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata”. Infine, si fa notare che la Commissione bilancio Ue ha segnalato casi di frode alla Protezione Civile italiana, che però ha sistematicamente ignorato le indicazioni.
 
SANZIONI – Il rischio per l’Italia è il rimborso dei fondi europei “in caso, nel futuro, derivasse profitto dai progetti finanziati dall’Ue”. Infatti le normative comunitarie prevedono che i finanziamenti provenienti da Bruxelles non debbano generare reddito. Nelle nuove costruzioni de L’Aquila è però previsto che, più avanti, si paghi l’affitto. Se così sarà, l’Italia dovrà restituire 350 milioni dei 494 ricevuti dopo il sisma.

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