Indagine neolaureati: l’assunzione passa dallo stage

L'undicesima indagine di GIDP dipinge quadro impietoso: solo il 6% dei laureati ottiene il posto fisso, ma crescono gli stage. Tra le lauree brevi, i più ricercati sono infermieri e ostetriche

Assunzioni post-laurea in caduta libera. La percentuale dei neo-laureati che entra in azienda direttamente con contratto a tempo indeterminato è passata dal 20% del 2004, al 7% circa del 2009 a meno del 6% del 2010.
Ma nel frattempo aumentano gli stage, scelti dal 40% delle imprese intervistate. Negli ultimi 12 mesi, infatti, quasi il 30% delle aziende ha assunto oltre il 60% di chi stava svolgendo un tirocinio. La durata varia dai 6 mesi (nel 70% dei casi) fino ai 12, con un compenso, stando a quando dichiarato dai direttori delle risorse umane, che  va dai 500 ai 1000 euro.

E’ questo uno dei dati più significativi, che emerge dalla dall’undicesima indagine ‘Neolaureati & Stage 2010‘, condotta da Gidp/Hrda (Associazione direttori risorse umane) che opera su un network composto da più di 2.490 direttori di area appartenenti alle maggiori realtà imprenditoriali italiane.

Le (magre) opportunità che offre oggi il mondo del lavoro ai giovani sono soggette a variabili che trascendono le capacità e le inclinazioni del neolaureato. Il rapporto GIDP delinea il quadro delle condizioni più favorevoli al conseguimento del posto fisso.

Le lauree più gettonate
Ad avere trovato un’occupazione a tre anni dal conseguimento del titolo di studio sono soprattutto i laureati dei gruppi di ingegneria (81,3%), chimico-farmaceutico (73,7%), economico-statistico (65,7%). In fondo alla classifica delle lauree che più facilmente aprono le porte del mondo del lavoro si trovano quelle del gruppo giuridico (38,1%) e del gruppo medico (24,2%).

Lunga o breve?
Meglio la specializzazione. A essere impegnati più frequentemente in un lavoro continuativo dopo la laurea, infatti, si trovano i laureati in corsi lunghi (56,8%, contro il 48,5% fatto registrare da quanti sono in possesso di lauree brevi). Tra le lauree triennali hanno un’occupazione continuativa soprattutto gli operatori delle professioni infermieristiche e ostetriche (72,4%), seguiti dai laureati dei gruppi linguistico (58,6%), medico (55,7%), insegnamento (55,6%).

Le caratteristiche e bagaglio personale

Secondo i responsabili HR intervistati da GIDP, a fare la differenza tra i candidati ci sono ai primi tre posti: la capacità di mettersi in gioco (18,30%), la capacità di analizzare e risolvere problemi (16,18%) e la flessibilità (11,49%).
Ovviamente, bisogna conoscere le lingue. Il più apprezzato è sempre l’inglese (con il 65% delle preferenze), mentre una parte inferiore richiede la conoscenza del francese e del tedesco, ma anche cinese e russo.  Altre caratteristiche per farsi assumere sono una forte motivazione e la disponibilità a spostarsi per lavoro. Un occhio di riguardo è posto inoltre ai tempi di laurea, al master e a eventuali precedenti esperienze di lavoro o stage.

Il canale giusto per ottenere un colloquio
Al primo posto ci sono gli uffici di placement universitari che soddisfano il 58% degli intervistati. Segue internet che si divide  tra le candidature spontanee (15,56%), il sito dell’azienda (14,17%) e siti specializzati per la domanda e offerta di lavoro (11,67%).  Il 17,7% sceglie la partecipazione ai career day.

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