In arrivo un’ondata di sconti sui farmaci. Ma per ora aumentano

I prezzi di 4mila medicinali ridotti fino al 40%. Un adeguamento che ci mette in linea con l'Europa. Ma a causa della burocrazia per ora aumenta il ticket

E’ il classico caso in cui la notizia in realtà sono due: una buona e una cattiva. Cominciamo dalla buona. In farmacia è tempo di “saldi”: il 15 aprile scorso è entrato in vigore il nuovo tariffario dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) che taglia i prezzi di moltissimi medicinali , sia nella loro versione “di marca” sia come farmaci generici. Si tratta di sconti che variano dall’8 al 40% e riguardano più di 4mila prodotti (nelle loro varie formulazioni commerciali) tra cui analgesici, antibiotici, antinfiammatori, antistaminici ecc. di uso diffuso.

Il generico, questo sconosciuto

Il taglio dovrebbe servire a riportare i prezzi nella media europea. In Italia infatti i farmaci costano mediamente di più dei loro equivalenti (stessa molecola) venduti in altri paesi della Ue come Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna. Una disparità dovuta al fatto che nel resto d’Europa sono molto più diffusi i farmaci cosiddetti “generici” (o “equivalenti”), cioè venduti col nome della molecola (principio attivo) anziché col nome commerciale. Il consumatore italiano invece ha una diffidenza del tutto ingiustificata verso i generici, considerati delle “imitazioni”. Il generico in realtà è esattamente lo stesso farmaco ma può essere venduto col nome del principio attivo perché è scaduto il brevetto della casa farmaceutica che lo commercializzava. A causa di questo assurdo pregiudizio l’Italia è il fanalino di coda nel consumo di prodotti equivalenti: con una quota di mercato del 12% contro una media del 42% degli altri paesi.

Prezzi vecchi e rimborsi nuovi. Risultato, un ticket più alto

E veniamo alla notizia cattiva. Il primo effetto dell’entrata in vigore del nuovo listino ridotto è paradossale: chi va in farmacia in questi giorni con una ricetta medica rischia di pagare molto più di prima gli stessi farmaci. In realtà quello che è aumentato è il ticket, cioè la quota di prezzo a carico del cittadino. Si tratta in realtà di un aumento temporaneo perché molte case farmaceutiche non hanno ancora adeguato ufficialmente i listini al nuovo tariffario. L’adeguamento dei prezzi dei medicinali, infatti, ha dei tempi burocratici (i nuovi prezzi devono essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale). Le aziende quindi dovevano attendere la pubblicazione del decreto per sapere se il loro farmaco era compreso nella lista di quelli ribassati, dopodiché ritoccare il loro listino. Nell’attesa, chi acquista il farmaco con la prescrizione medica paga un ticket maggiore perché il prezzo al pubblico è quello vecchio (più alto) ma la quota rimborsata a carico del Servizio sanitario nazionale fa già riferimento ai nuovi listini (più bassi). Quindi la maggiore differenza – fino al 40% in più – ricade per ora sulle tasche del cittadino. (A.D.M.)

In arrivo un’ondata di sconti sui farmaci. Ma per ora aumentano
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