Imprese: si allungano i tempi di pagamento in UE, ma l’Italia resiste

Nei primi sei mesi del 2020 l’emergenza Covid-19 ha peggiorato la puntualità di pagamento delle imprese in diversi Paesi dell’UE e soprattutto in Irlanda (-16,8% imprese puntuali rispetto a fine 2019) mentre l’Italia resiste (14esimo posto), guadagnando in Europa addirittura una posizione rispetto allo scorso anno. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, realizzato da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, che ha analizzato le abitudini di pagamento delle imprese in 32 Paesi del mondo, 21 dei quali in Europa.

Le imprese italiane che rispettano i tempi di pagamento concordati sono il 35% (erano il 34,7% a fine 2019) mentre l’11,8% salda i conti con ritardi superiori ai 30 giorni, con un peggioramento dell’12,4% rispetto all’anno precedente (10,5%).

In Europa, la puntualità dei pagamenti a fine giugno si aggrava, oltre che in Irlanda, dove le aziende che pagano alla scadenza sono scese al 30,2%. La situazione nell’ultimo semestre si è deteriorata anche in Romania (-34%, dal 20,3% di fine 2019 al 13,4%), Russia (-4%, dal 74,3% al 71,3%), Polonia (-2,8%, dal 78,7% al 76,5). In Francia, tra i Paesi con più alta incidenza di casi Covid, la puntualità è calata del 9,1% (dal 45,2% al 41,1%), in Spagna del 5,4% (dal 48% al 45,4%) e, seppure in termini più contenuti, anche in Germania si è registrato una diminuzione del 2,1% (dal 65,3% di fine 2019 al 63,9% di pagamenti puntuali a fine giugno 2020).

Lo studio di CRIBIS rileva che il Paese europeo con il maggior numero di imprese puntuali (87,3%) è la Danimarca (prima anche fra i 32 Paesi del mondo monitorati), seguita dalla Polonia (76,5%), dai Paesi Bassi (73,3%), dalla Russia (71,3%) e dalla Svezia (65,2%).

In ultima posizione si colloca la Romania, con appena il 13,4% di aziende che pagano alla scadenza, preceduta dal Portogallo con il 15,5% e dalla Bulgaria con il 20,8%.

Per quanto riguarda le imprese che pagano con oltre 30 giorni di ritardo, la maglia nera spetta alla Grecia (34,1%), mentre Svezia (0,7%), Danimarca (0,7%) e Finlandia (0,9%) non vanno oltre l’1% di ritardi gravi. Seguono a ruota Paesi Bassi (1,6%) e Germania (1,9%). Rispetto al 2019, i ritardi gravi aumentano in Russia (dal 9% al 10,5%), Polonia (dal 4,5% al 6,7%), Slovenia (dal 6% all’8,4%) e Serbia (dal 7,2% all’8,7%).

Secondo lo studio, nel continente asiatico Taiwan è il Paese con il maggior numero di imprese puntuali (74,3%). Forte peggioramento nei pagamenti alla scadenza si riscontrano soprattutto in Tailandia (dal 53,8% di fine 2019 al 38,4%) ma anche a Singapore (dal 46,2% al 40,1%), nelle Filippine (dal 43,3% al 38,3%) e in Cina (dal 26,3% al 23,8%).

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