Effetto Covid sull’immobiliare, frenata delle compravendite: i dati

Secondo le stime di Nomisma, si avrà un calo delle transazioni del 18%. Giù anche i prezzi delle case e le richieste di mutuo

Brusca frenata delle compravendite immobiliari a causa del lockdown, che saranno difficilmente recuperabili nella seconda parte dell’anno. È questo il quadro ipotizzato dall’Osservatorio Immobiliare 2020 di Nomisma, secondo cui le compravendite per il mercato residenziale dovrebbero rimanere al di sotto delle 500 mila unità: la stima è che si passerà dalle 603mila transazioni del 2019 alle 494 mila del 2020, con un calo del 18%.

Compravendite nel 2021-22

Per l’Istituto bolognese, nella seconda parte del 2020 e nel 2021 la componente di domanda con autonomia reddituale e patrimoniale sarà quella in grado di trainare il mercato della compravendita. Le stime dicono che nel 2022 la crescita dovrebbe proseguire: eppure, sembra che non si riuscirà a recuperare i livelli pre-Covid. Nel migliore dei casi, infatti, si rimarrà sotto quota 600mila transazioni, con uno scenario “base” di 521mila transazioni e quello “hard” sotto le 500mila transazioni.

Calo dei prezzi

Come conseguenza della frenata, si avrà anche un calo dei prezzi, che si stavano faticosamente riprendendo dopo un lungo periodo sfavorevole. La riduzione media annua per il 2020 prevista da Nomina è del -2,6% per quanto riguarda il settore abitativo, del -3,1% in quello direzionale e del -3,2% in quello commerciale commerciale.

Le città meno e più colpite

Tra le città meno impattate dal calo dei prezzi ci sarà Milano, dove la ripresa potrebbe avvenire già nella seconda parte del 2020, o comunque non più in là del 2021. Oltre al capoluogo lombardo, saranno piuttosto contenuti i cali di Firenze, Padova e Bologna, così come quelli relativi agli immobili d’impresa per Venezia e Palermo.

Andrà peggio a Catania, Bari e Roma, Torino e Napoli: in questi ultimi due casi, le performance più negative si registreranno nel settore non residenziale.

Settore delle costruzioni e mutui

Anche il settore delle costruzioni rischia l’ennesima crisi: secondo Nomisma, potrebbe esserci un calo dei capitali investiti tra i 9 e i 16 punti percentuali per il 2020. In questo senso, le misure stanziate dall’Esecutivo potrebbero attenuare le perdite. Ma per quanto riguarda l’Ecobonus, spiega l’Istituto, c’è un’incognita: bisognerà cioè verificare il “grado di penetrazione di questa misura legato non solo al livello di adesione della domanda, ma anche alle procedure burocratiche necessarie per accedere a tali incentivi”.

Crollate anche le istanze di mutuo: la contrazione, per lo scenario meno negativo, viene stimata al -18%, mentre per quelli peggiori al -12,6% e al -26,3%.  Il 2021, soprattutto nella prima parte dell’anno, vedrà una contrazione del -6,5%, del -11,5% o del -16,6% a seconda della gravità dello scenario.

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