Immobili, nessun crollo per il prezzo delle case

Nonostante la crisi, il mercato tiene. Ancora basso il volume delle compravendite

In Italia la paura del crollo del mercato, come negli Usa o in Spagna, sembra passata. Nell’ultimo anno le quotazioni hanno molto rallentato la loro discesa: nelle grandi città il calo è stato del 2,6% secondo l’ultimo rapporto di Nomisma, con il primo semestre 2010 che ha avuto un andamento meno negativo (-1%) rispetto alla seconda metà del 2009.

Intanto gli scambi, bassi per tutto il 2008 e la prima metà del 2009, stanno lentamente risalendo la china: secondo le anticipazioni dell’agenzia del Territorio che fornirà i numeri ufficiali a metà mese, il secondo trimestre 2010 ha visto un incremento nell’ordine dello 0,5%, delle compravendite residenziali.

Per quanto riguarda le performance nelle tredici maggiori città italiane riferita – appartamenti usati abitabili senza lavori radicali di restauro – non ci sono segni positivi: Torino cede solo lo 0,1% mentre Bologna chiude la classifica con -4,6%. A Milano i prezzi sono scesi del 2% e a Roma del 2,4%. Esaminando le performance per macro-aree cittadine appare anche qualche segno positivo: le periferie appaiono più penalizzate, con un calo del 3,4% contro l’1,5% delle zone di pregio e il 2% dei quartieri centrali. Il peggiore risultato in assoluto è registrato dalla periferia di Bologna che ha perso il 5,7%; il migliore dal centro di Torino, che ha guadagnato l’1,8%.

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