Immobili, ribassi record per le vendite. I prezzi delle case nelle principali città

Nel corso del 2014 il valore delle case di seconda mano in Italia è continuato a scendere al ritmo del 2,9%. I prezzi nelle città

Il prezzo degli immobili ha subito ancora una contrazione consistente nel corso del 2014.  Il valore delle case di seconda mano in Italia infatti è continuato a scendere al ritmo del 2,9%, attestando i valori medi del mattone a 2.077 euro al metro quadro
Unico dato positivo, rilevato dal l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, riguarda le abitazioni nuove, dove si registra un aumento dei prezzi rispetto al trimestre precedente (+0,7%), il primo dopo due anni.

In linea con la flessione dei prezzi delle abitazioni esistenti, anche il numero di compravendite di unità immobiliari nel secondo trimestre 2014, sia ad uso residenziale sia ad uso commerciale, dopo la leggera ripresa registrata nel trimestre precedente torna a registrare valori negativi.

A lanciare l’allarme è l’ufficio studi del portale idealista.it, che ha analizzato l’andamento dei prezzi di 197.984 annunci pubblicati sul portale immobiliare tra il 30 dicembre 2013 e il 30 dicembre del 2014 e pubblica il primo indice annuale dei prezzi delle abitazioni di seconda mano in italia.

I PREZZI NELLE CITTA’
Il barometro dei prezzi segna ancora rosso in quasi tutti i capoluoghi italiani nonostante la discesa dei valori si sia attenuata nell’ultimo trimestre dell’anno segnando un meno 0,3%.

Chi sale
Il rimbalzo maggiore nel 2014 lo fa segnare Venezia (7,7%), qui i proprietari sparano alto potendo contare sull’appeal internazionale di una città che presenta caratteristiche uniche anche sotto il profilo immobiliare. più distanziate dal capoluogo lagunare spiccano anche le performance positive di Bergamo (3,4%) e Bolzano (3%), mentre i restanti comuni del lotto registrano incrementi sotto il 2 per cento.

Chi scende
Il folto gruppo di città capoluogo in terreno negativo – 70, secondo il rapporto di idealista.it -, è invece guidato da Pisa (-11,7%), la provincia più penalizzata dal calo delle quotazioni, che precede Trieste (11,4%) e Verona (-11,3%)
tutti i grandi mercati hanno segnato un trend prevalentemente ribassista nel 2014: le svalutazioni maggiori a Cagliari (-7,5%), Napoli (-6,3%), Palermo (-6,2%) e Bologna (-6%). Cali nell’ordine del 4 per cento per Torino (-4,2%), Genova (-4,1%) e Bari (-4%). Contengono il passivo Padova (-2,3%), Roma (-1,8%), Firenze (-1,8%) e Milano (-1,5%).

…E NELLE REGIONI
A livello regionale, il Veneto (2,2%), la Calabria (1,7%), le Marche (1,2) e il Trentino alto adige (1%) sono le regioni che hanno archiviato l’anno appena trascorso con un bilancio positivo in relazione ai prezzi dei loro immobili di seconda mano.
Il resto dei mercati regionali segna una marcata tendenza negativa, con i maggiori decrementi in Puglia (-9,5%), seguita da Friuli venezia giulia (-7,8%) e Umbria (-5,9%). Cali superiori al cinque per cento anche in Campania (-5,4%) e Valle d’Aosta (-5,2%), anch’esse nel novero delle regioni più colpite dal calo prezzi. Le altre in terreno negativo sono comprese in una forbice che va dal 4,2% della Toscana allo 0,9% della Sardegna, quelle con la contrazione minore nel corso del 2014.
Alla Liguria spetta il primato di regione più cara d’Italia con una media 2.877 euro al metro quadro, seguita da Lazio (2.877 euro/m²) e Toscana (2.485 euro/m²). Agli antipodi è la Calabria la regione dove le quattro mura costano meno; una media di 1.020 euro al metro quadro.

PREZZO VENDITA CASE (USATO)
  variazione % 2014
euro mq
Bergamo 3,4  1.816
Bologna -6 2.513
Catania -7,7 1.557
Firenze -1,8 3.472
Genova -4,1 2.207
Milano -1,5 3.464
Napoli -6,3 2.877
Padova -2,3 1.879
Palermo -6,2 1.661
Roma -1,8 3.672
Torino -4,2 1.977
Venezia 7,7 4.455

Fonte: idealista.it

Secondo Vincenzo de Tommaso, responsabile ufficio studi idealista.it: "i dati dicono che il 2014 è stato l’anno della transizione verso una nuova fase ciclica; il 2015 potrebbe essere decisivo per la ripresa delle compravendite per via di un maggior dinamismo delle erogazioni e prezzi che continueranno a scendere a tassi meno sostenuti. quello che ci troveremo davanti sarà un mercato completamente rinnovato, dove non si raggiungeranno più i livelli del passato, con un venditore che non può più fare il bello e il cattivo tempo e dove c’è un compratore più consapevole, più attento al valore dei suoi soldi e che vuole comprare un prodotto di qualità. la crisi ha creato un mercato, quello dell’affitto, che prima era solo marginale e che invece oggi è protagonista insieme alla vendita".

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