Immigrati, lavorano più degli italiani e salveranno le nostre pensioni

Sono il 7,5% del totale della popolazione (meno della media europea) e producono l'11% della nostra ricchezza. E soprattutto tengono in piedi il nostro welfare

L’Italia è un paese in crisi? Dipende dai punti di vista. Se prendiamo quello degli immigrati, per esempio, il nostro è un paese “emergente“. Sfidando i luoghi comuni più consolidati, gli stranieri in Italia sono una delle (ormai rare) locomotive dell’economia: come lavoratori, consumatori e risparmiatori. E soprattutto saranno il paracadute delle nostre pensioni. Se non vogliamo accoglierli per spirito umanitario facciamolo per interesse.

Meno che nel resto d’Europa

Per smontare i pregiudizi non c’è nulla di meglio dei numeri. Il Sole 24 Ore ne presenta alcuni che riguardano l’immigrazione nel nostro paese. Le dimensioni del fenomeno, per cominciare. Il numero degli immigrati è sicuramente in crescita: sono quasi 5 milioni, il 7,5% del totale (+ 0,5 in un anno) con una presenza molto maggiore al centro-nord (intorno al 10%) rispetto al sud e alle isole (intorno al 3%). Cifre comunque più basse rispetto alla media europea (9,7% del totale della popolazione) e soprattutto di paesi come la Svizzera (22%) o la Spagna (12,3%).

E sono gli immigrati che salvano il nostro bilancio demografico. Tra il 2010 e il 2011 la popolazione straniera in Italia è aumentata di circa 380mila unità ma la popolazione totale è cresciuta di 260mila unità: quindi senza l’immigrazione il numero degli abitanti sarebbe sceso.

Un’infornata di imprenditori

Ma quello che più conta è quello che fanno gli immigrati in Italia. Le statistiche dicono che lavorano più di noi: in rapporto alla popolazione in età di lavoro gli italiani con un’occupazione nel 2010 erano il 56,3%, gli stranieri il 63,1% (sebbene la crisi li abbia colpiti maggiormente: perdono il lavoro più degli italiani).

Anche sul versante imprenditoriale gli stranieri ci danno parecchi punti: nel 2010 gli imprenditori stranieri sono aumentati di 29mila unità, quelli italiani diminuiti di 31mila. A fine 2010 erano più di 337mila le imprese gestite da immigrati, con un ritmo di aumento del 14% all’anno dal 2006. Complessivamente gli stranieri generano quasi l’11% del nostro Pil.

Le vere “formiche” d’Italia

Hanno anche una capacità di risparmio inimmaginabile per la maggior parte degli italiani. Secondo i dati di Money Gram, società leader nei trasferimenti di denaro all’estero, gli immigrati inviano a casa circa il 47% del proprio reddito, in media 987 euro a testa per complessivi 6,3 miliardi, riuscendo anche a sostenere il costo della vita italiano

La garanzia delle nostre pensioni

Ma nonostante questo sono una colonna sempre più solida per il nostro sistema fiscale e contributivo. E questo è forse il dato più importante: gli stranieri assicureranno nei prossimi decenni un gettito contributivo sostanziale. Gli italiani invecchiano e il nostro sistema previdenziale potrà reggere solo se un numero sufficiente di lavoratori si tasserà per pagare le nostre pensioni.

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