Il vino italiano batte la crisi: aumentano occupazione e fatturato. I top seller

La crisi non intacca il settore dei vini. Il business cresce del 17% sopra i livelli pre-crisi. E la tendenza continua nel 2013

Il business del vino gode di buona salute e riesce a collocarsi in netta controtendenza rispetto ai dati sconfortanti che giungono dall’industria italiana: nel 2012 salgono ricavi, investimenti e occupati.
La fotografia 2012 scattata dall’ufficio studi di Mediobanca sulle principali società vinicole italiane, nella consueta indagine che esce alla vigilia di Vinitaly, ritrae un settore che non patisce la crisi. Il fatturato complessivo, infatti, forte soprattutto delle buone esportazioni, si porta del 17% sopra i livelli pre-crisi (2008). 

Nel 2012, i ricavi nostrani migliorano del 6,9% (seppur in rallentamento rispetto al 2011 quando la crescita era stata dell’8,9%), dimostrando che le vendite offrono performance migliori all’estero (+9,4%) che in Italia (+4,5%).

Buone notizie anche dal fronte dell’occupazione, in progresso del +2,6% e dagli investimenti, in ripresa del 10%, siano pubblicitari (+6,5% mentre quelli nazionali sono caduti del 14,1%), che materiali.  Forte dell’andamento positivo, il settore vinicolo guarda avanti con ottimismo, tanto che nel considerare le prospettive per il 2013 l’87% dei grandi produttori esclude un calo dei ricavi.

Il  mercato pemia i vini di qualità: la produzione di grandi vini e Docg infatti è passata dal 9,4% del 1996 al 15,7% del 2013, stabili le etichette Doc (36,6%), in calo le produzioni meno pregiate (Igt e vini comuni) scese dal 54,3% al 47,7%. Il 74% delle etichette è comunque rappresentato da Doc e Igt.

La previsione per il 2012 è di una vinificazione a 250,9 milioni di ettolitri, prodotti per sei decimi (60%) all’interno dell’Unione Europea. L’Italia è stata nel 2011 il secondo produttore con una quota del 16% sul totale mondiale e del 27,2% su quello europeo, perdendo il primato detenuto tra il 2007 e il 2010 a favore della Francia (le cui quote sono rispettivamente 19% e 32,3%). Le attese per il 2012 confermano ancora la Francia nella posizione di primo produttore mondiale: 42,2 milioni di ettolitri contro i 40,1 milioni dell’Italia.

 

I top seller italiani nel 2012
CANTINA FATTURATO 2012
(in milioni di euro)
INCREMENTO
(sul 2011)
Cantine Riunite – GIV (Re)  514   +3,2%
Caviro (Ra)  283,6  +14,9%
Campari – divisione vini (Mi)  196,4  +6,1%
Fratelli Martini Secondo Luigi (Tn)  162,2  +12,3%
Cooperativa Mezzacorona (Cn)  160,3  +7,9%
Cavit (Tn)  153  + 1,0
Antinori (Fi)  152  + 1,7
 Maggiori tassi di crescita
Collis Veneto Wine Group (Vr)  76  +22,2%
Casa Vinicola Botter Carlo & C. (Ve)  105  +20,7%
 Cantina Sociale Cooperativa di Soave (Vr)  107  +20,2%
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