“Il TTIP è un trattato sbagliato”. Trasparenza degli atti ridotta all’osso

La bozza del trattato transatlantico su commercio e investimenti disponibile al Ministero. I deputati: “Poco tempo per consultarla e troppa segretezza”

Dal 30 maggio le carte del TTIP sono diventate consultabili, ma solo da pochi e a rigidissime condizioni che rendono difficile la comprensione del contenuto. Deputati, senatori e funzionari governativi che ne facciano richiesta hanno un’ora di tempo a disposizione per visionare le 800 pagine dal contenuto complesso e tecnico della bozza di accordo tra Unione Europea e Stati Uniti, da cui dipendono per i prossimi anni i commerci ma anche gli standard ambientali, sanitari e sociali e delle tutele per i cittadini.

MASSIMA SEGRETEZZA – Le trattative TTIP sono state condotte finora nella massima segretezza: i contorni generali del trattato sono stati diffusi col contagocce e la trasparenza degli atti messi recentemente a disposizione è, comunque, ridotta all’osso come riporta Giulio Marcon, deputato di Sinistra Italiana, il primo a varcare la reading room dove un carabiniere e un funzionario del ministero monitorano chi consulta il testo.

800 PAGINE IN INGLESE – Marcon ha visionato l’unico faldone, tutto scritto in inglese, che contiene otto fascicoli, uno dei quali è la summa del trattato. Un accordo, quello fra Ue e Usa, che consisterebbe “nell’eliminazione degli ostacoli non tariffari causati dalla differenza di disciplina tra Usa e Europa”, e soprattutto nell’apertura degli appalti pubblici e dei settori dei servizi. Con una stima sulle rispettive economie tale da far crescere il reddito nazionale dello 0,3 per cento annualmente e da far aumentare le esportazioni sia per l’Ue che per gli States.

“UN TRATTATO SBAGLIATO” – “Il ministro Calenda non ci ha convinto, rimaniamo convinti che il TTIP sia un trattato che non conviene al nostro Paese” ha affermato in Aula a Montecitorio Marcon, “danneggia i cittadini e i consumatori, mette a repentaglio gli standard alimentari e sanitari e la protezione dei lavoratori”.

CONTROLLO POLIZIESCO – “Il governo”, prosegue Marcon, “ci ha gentilmente concesso di visionare i documenti del TTIP presso il Mise: 800 pagine in inglese sotto il controllo poliziesco dei funzionari del Ministero. Deputati trattati come scolaretti a un concorso. Però in quell’ora abbiamo trovato conferma di tutte le nostre preoccupazioni. Il governo ascolti la richiesta dei Presidenti dei Parlamenti nazionali di poter discutere e di votare prima della firma dei tratti TTIP e Ceta, impegni il nostro Paese, come hanno già fatto altri paesi come la Francia, a difendere gli standard europei e la sicurezza dei prodotti, si opponga al ricorso di un arbitrato privato con le imprese, e si attivi per garantire una vera trasparenza sui trattati con l’apertura delle sale lettura, oggi ad uso solo dei parlamentari, anche ai rappresentanti delle categorie economiche, sociali e sindacali. Questi i passi necessari per trasformare un accordo sbagliato e super segreto”, conclude Marcon.

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