Il risparmio non è più “iper”. La grande distribuzione si fa piccola e vince

Ai primi posti della convenienza non ci sono i colossi della distribuzione ma le piccole catene. E al sud la poca concorrenza fa pagare di più la spesa. Le sorprese di un'indagine di Altroconsumo in 61 città

Dopo decenni di  ipermercati e centri commerciali giganteschi comincia la riscossa dei piccoli. Sembra questa l’indicazione principale che emerge dalla ricerca che il mensile Altroconsumo ha svolto su 949 di punti vendita di 44 catene della grande distribuzione organizzata (Gdo) in 61 città italiane. Ed è solo una delle sorprese che emergono dall’indagine. Esaminando i risultati si può scoprire ad esempio che in alcune regioni del sud fare le spesa costa di più che al nord. E più in generale che sulla stessa spesa tra una città e l’altra si possono risparmiare anche 700 euro in un anno.

Piccolo è bello (e conveniente)

Il primo dato rilevante è che nella gara della convenienza ai primi posti non ci sono più i giganti della distribuzione. Altroconsumo ha considerato i prezzi di due spese-tipo:

•  carrello 1
, che include i prodotti di marca più venduti,
•  carrello 2, che contene i prodotti low cost, cioè la spesa di chi punta al massimo risparmio.

Trattandosi degli stessi prodotti industriali nei due carrelli il confronto è facile. Sul carrello 1 vince la gara della convenienza una piccola insegna – Galassia – con solo sei punti vendita in Italia, seguita da U2, marchio della catena Unes (da non confondere con U!) e da Panorama, gruppo Pam, in terza posizione. I giganti come Esselunga, Iperccoop, Auchan e altri, si collocano dalla quinta posizione in giù.Sul carrello 2, il più economico, vincono ovviamente gli hard discount con Eurospin, Lidl, Dico e In’s (ultime due a pari merito) nelle prime tre posizioni, in quest’ordine. Il primo colosso della Gdo che si incontra è Carrefour in ottava posizione.

Al nord-est la spesa costa meno

Altri dati sorprendenti vengono dalla distribuzione geografica del risparmio. Il sud risulta spesso meno conveniente delle città settentrionali. E’ il tipico risultato della minore concorrenza. La città in cui vince il risparmio è Verona, dove la spesa media di una famiglia costa di 5.785 euro all’anno (con una differenza di 844 euro tra il punto vendita più e meno caro). Seguono Pisa, con 5.926 euro di spesa annua, e Firenze con 5.804 euro.

All’ultimo posto Aosta, che si aggiudica la palma della città più cara con 6.571 euro/anno. Ma subito prima si piazzano un lunga serie di capoluoghi del sud: da Messina, penultima classificata con 6.489 euro a Foggia con 6.532 euro e, subito sopra, Siracusa, Catania, Cagliari, Caserta.

Tra le grandi città Milano e Napoli sono a pari merito nel costo della spesa media (ripattivamente 6.319 e 6.316 euro all’anno), appena meno care di Torino (6.367 euro) e piuttosto distanziate da Roma (6.523 euro).

La città in cui scegliendo bene il supermercato si risparmia di più è Alessandria dove tra il punto vendita più caro e il più economico c’è una differenza di ben 1.310 euro.

Il risparmio non è più “iper”. La grande distribuzione s...