Centesimi verso l’addio, approvata la mozione. Produrne 1 ne costa 4

Per sfornare monetine la Zecca avrebbe speso 362 milioni di euro a fronte di un valore reale di 174 milioni

Centesimi verso l’addio. La Camera ha approvato la mozione di Sinistra Ecologia e Libertà (sottoscritta anche da deputati Pd, Scelta Civica e M5S) che apre la strada all’abbandono delle monete da 1 e 2 centesimi di euro.

Il testo presentato al Parlamento solleva la questione dei costi di produzione delle monetine: "I costi di fabbricazione di ciascuna moneta da 1 centesimo – scrive Sel in una nota – ammonterebbero a 4,5 centesimi, quelli di ciascuna moneta da due centesimi a 5,2 cent, quelli di ciascuna moneta da 5 centesimi a 5,7". Citando sempre al testo della mozione "dall’introduzione dell’Euro la Zecca avrebbe fuso oltre 2,8 miliardi di monete da un centesimo, 2,3 miliardi di monete da 2 cent e circa 2 miliardi di monete da 5 cent, per un costo complessivo di 362 milioni di euro a fronte di un valore reale di 174 milioni". Decisamente un pessimo affare.

La Camera ha approvato la mozione di Sel per cui il governo si impegna ad "assumere iniziative perché vengano attuate delle politiche di contenimento della spesa, sospendendo il conio delle monete da 1 e 2 centesimi e monitorandone gli effetti". La proposta è stata approvata all’unanimità raccogliendo consensi trasversali, fatta eccezione per qualche protesta da parte di alcuni cittadini del Movimento 5 Stelle.

Come lo ha definito Sergio Boccadutri, tesoriere di Sel nonchè primo firmatario della mozione, "si tratta di un signoraggio negativo, ed è un costo perché queste monete non circolano se non esclusivamente come resto nella grande distribuzione e in pochi altri esercizi commerciali".

A livello europeo, anche la Bce sta riflettendo sulla possibilità di chiedere l’abolizione dei centesimi di euro, poiché, come detto, i costi di produzione superano il loro valore effettivo. E proprio per queste ragioni alcuni Paesi europei, tra cui la Finlandia e i Paesi Bassi, hanno già bloccato il conio e l’utilizzo delle stesse.
Sarà invece più difficile per i tedeschi dare l’addio alle monetine:
secondo un sondaggio della Bundesbank, il 91% dei tedeschi concorda con il proverbio "Chi non rispetta il pfenning non rispetta il tallero". In Germania si ritiene siano uno strumento anti-inflazione e che inoltre insegnino fin da piccoli a dare importanza al denaro.

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