Il mistero del signoraggio bancario: chi guadagna coi nostri soldi?

Il valore della creazione della moneta ed il ruolo delle banche nell'emissione

In tempi di crisi economica e finanziaria le teorie cospirazioniste sul signoraggio bancario, cioé l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta, trovano terreno fertile fra le diverse fasce della popolazione sempre più diffidenti nei confronti degli istituti di credito.  Chi trae guadagno dall’emissione della carta moneta? Il valore della creazione monetaria, il ruolo delle banche nell’emissione di moneta e soprattutto la proprietà della moneta stessa continuano a sollecitare un forte dibattito. "Se manca il denaro basta crearlo" – diceva Keynes ai primi del ‘900. Ma se il denaro è “di proprietà” delle banche private, la sua emissione può costituire davvero un vantaggio per le casse singoli Stati?
 
IL SIGNORAGGIO NELLA STORIA – In macroeconomia per signoraggio si intendono i redditi che un governo ottiene grazie alla possibilità di creare base monetaria in condizioni di monopolio. Nei paesi dell’area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai governi dei paesi membri per il conio delle monete metalliche, e dalla Banca centrale europea (BCE) per la stampa delle banconote, che emette in condizioni di monopolio. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle varie banche centrali nazionali in ragione della rispettiva quota partecipazione (per la Banca d’Italia ad esempio il 12,5%). E’ così che il signoraggio diviene innanzitutto una delle fonti con cui un governo finanzia la propria spesa pubblica eccedente rispetto alla raccolta di tributi.
 
IL SIGNORAGGIO CI STRITOLA? – Ma come detto Il signoraggio è anche recentemente oggetto dell’elaborazione di varie teorie tutt’altro che accomodanti, e diffuse attraverso i più disparati canali. Esse sostengono che il signoraggio sarebbe riscosso dalle banche centrali private e non dai governi, e che l’emissione di moneta da parte delle banche centrali sarebbe svolta per favorire i banchieri stessi e vari potentati potentati economici a discapito dei cittadini. La cessione a suo tempo a privati della facoltà di creare moneta, del resto, consente ad esempio alla BCE di guadagnare ancora oggi il 3% del valore facciale (quello indicato sulla facciata delle monete, ad esempio 100€) per ogni moneta stampata e distribuita, rendendo ovvio che l’interesse sia stato quello di stampare quanta più momenta possibile e ancor più quello di prestarla, da privato, agli stati sempre più indebitati da un sistema quasi totalmente basato sul debito.
 
Secondo alcune di queste tesi, il governo dovrebbe abbattere il debito pubblico semplicemente con l’emissione sovrana di moneta, mentre la replica da parte dei "tradizionalisti" in proposito è che una simile ipotesi trascinerebbe il sistema economico in una spirale iperinflazionistica, portandolo in breve al collasso.
 
PROBLEMA APERTO – Un tema oggettivamente aperto, al di là delle correnti di pensiero, è quello sull’effettiva autonomia delle banche private nel creare questa moneta. Ovvero: sono le banche centrali a gestire la massa di moneta aggregata attraverso la base monetaria (teoria del moltiplicatore), oppure le banche private decidono autonomamente se e quanto credito concedere (moneta endogena)? Il dibattito è aperto, e contribuisce non poco a dividere gli opinionisti e "nutrire" le teorie cospirazioniste.
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