Il Milan diventa cinese. L’offerta del colosso Alibaba a Berlusconi

Jack Ma, 52enne presidente del gruppo, avrebbe offerto 500 milioni di euro

Archiviata la nebulosa e fuori mercato trattativa col broker thailandese Bee Taechaubol, il Milan AC è ora veramente vicino a passare in mani cinesi. E che mani, visto che ‘La Repubblica’ parla espressamente di Jack Ma, 52 anni, proprietario di Alibaba, re dell’e-commerce in Cina e comproprietario del Guangzhou Evergrande. Accreditato come il secondo uomo più ricco in Cina, Jack Ma sarebbe il vero terminale della cordata cinese di cui si vocifera da settimane. Il prossimo weekend sarà decisivo e tra venerdì e lunedì, in un noto studio legale romano, sarà firmato l’accordo preliminare.

LA TRATTATIVA – Secondo le fonti del quotidiano romano, Jack Ma ha fatto un’offerta da 500 milioni, un prezzo decisamente più aderente alle leggi del mercato rispetto al miliardo di euro cui punta Berlusconi per vendere. Fininvest avrebbe già dato il via libera alla cessione, ora manca solo la parola finale di Berlusconi, obiettivo di pesanti critiche da parte della tifoseria dopo l’ultima decisione di esonerare il tecnico Sinisa Mihajlovic per rimpiazzarlo con l’esordiente Christian Brocchi. Non è ancora chiaro se Berlusconi si sia convinto a cedere o se vorrà tentare un ulteriore colpo di reni personale, magari condizionando la cessione del club alla possibilità di restare in sella un altro anno. Del resto l’offerta dei cinesi prevederebbe la presa del 70% del club suubito e del restante 30% entro un anno. Non è invece chiaro se nei 500 milioni offerti rientrino anche le passività del club o se Jack Ma vorrà accollarsi anche i debiti, aggiungendo i circa 90 milioni che altrimenti dovrebbe mettere Fininvest.

PROSPETTIVE – Jack Ma è l’uomo che ha voluto Marcello Lippi sulla panchina del Guangzhou e ora, ironia della sorte, potrebbe essere proprio Lippi l’uomo del rilancio del Milan cinese. Il capo della cordata che entro la fine della settimana dovrebbe ottenere da Silvio Berlusconi il via libera per l’acquisizione della maggioranza delle quote azionarie del Milan. Anche l’ex ct campione del mondo entrerebbe nell’operazione, come garante tecnico sportivo: per Lippi è pronto il ruolo di direttore tecnico.

CHI E’ JACK MA – Fondatore nel 1999 di Alibaba, l’azienda che in pochi anni gli ha permesso di scalare la classifica degli uomini più ricchi del mondo grazie all’intuizione del commercio via internet su un mercato con 632 milioni di utenti, Jack Ma ha presto intuito il formidabile potenziale del calcio. Dopo avere investito nel 2014 ben 192 milioni di dollari nel Guangzhou, un marchio sportivo di successo che con Lippi ha vinto tre titoli nazionali e la Champions d’Asia, ha deciso di puntare sull’Europa e in particolare su un club famosissimo e di sicura presa presso i tifosi asiatici, per il quale Berlusconi cerca ormai da tempo soci. “Il calcio fa la felicità delle persone”, è lo slogan che viene attribuito sul tema all’immaginifico uomo d’affari, a capo di una vera macchina da soldi: la compagnia Alibaba group comprende infatti Taobao (l’ebay cinese), Aliplay (sistema di pagamento elettronico), Weibo (il Twitter di Cina) e Alibaba pictures (3 milioni di dollari di investimenti nel settore cinematografico). Il progetto di sbarcare in serie A prevede anche la realizzazione di un nuovo stadio.

LE IPOTESI ROBIN LI E WAMPOA- Le indiscrezioni non hanno ancora fornito un identikit certo dell’acquirente. Oltre a Jack Ma, si parlato di uno degli uomini più ricchi della Cina, impegnato nell’e-commerce e nel settore dell’energia rinnovabile. Indiscrezioni confermate subito dall’autorevole portale economico Bloomberg e poi nei giorni scorsi anche dai colossi cinesi Phoenix TV e sohu.com. L’identikit perfetto porta a Robin Li, il sesto uomo più potente della Cina (fonte Forbes), proprietario del motore di ricerca Baidu e presidente del colosso fotovoltaico Hanergy, patrimonio di quasi 14 miliardi di dollari.

E secondo la Gazzetta dello Sport, un altro nome caldo è quello di Hutchison Whampoa: se Alibaba è “new”, questa azienda è very old. Nata nel 1977, è però una fusione di due società, con base ad Hong Kong, fondate nel XIX secolo: Whampoa Dock (1863) e Hutchison International (1877). Oggi i suoi campi di azione vanno dai porti e commercio via mare agli hotel, dall’energia alle infrastrutture, dal settore finanziario a quello immobiliare, dall’energia alle telecomunicazioni. In Italia possiede la “3” e negli ultimi mesi sta lavorando alla fusione con Wind. Qualche numero, sempre da Forbes: azienda numero 118 al mondo, 35.1 miliardi di dollari di entrate, 8.66 di ricavi, 280.000 dipendenti. Il suo presidente (dal 1979), nonché maggior azionista è Li Ka Shing, 87 anni, l’uomo più ricco di Honk Kong e il ventesimo al mondo. Lavora da quando aveva 12 anni: il Milan, probabilmente, non è un’idea direttamente sua. Per HWL (la sigla del gruppo) sarebbe il primo investimento diretto nel calcio: finora si era limitato alle sponsorizzazioni di alcuni campionati.

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