Il governo taglia sulla cultura: bonus cultura, cinema e librerie

Il Governo aveva promesso aumenti alla voce Cultura, ma sembra non essere così e spuntano nuovi tagli importanti

Solo una settimana fa il Ministro della Cultura Alberto Bonisoli aveva annunciato a Milano, nella sede della Camera di Commercio, che il Governo avrebbe inserito nella Legge di Bilancio aumenti alla voce Cultura.

Sembra però che le sue parole non stiano trovando riscontro concreto: nella Legge proposta dall’asse Lega-Movimento 5 Stelle infatti sono presenti dei tagli importanti alle voci riguardanti l’area dell’attività culturale e l’area dello spettacolo. In un articolo pubblicato su Repubblica, sono messe in evidenza le cifre dei tagli: meno venti milioni per il Bonus cultura riservato ai diciottenni per il 2019. I musei autonomi dovranno rinunciare ad altri 2,3 milioni, mentre gli esercenti cinematografici dovranno dire addio a 4 milioni di riduzione del credito d’imposta. Ma non finisce qui: anche l’ambito editoriale ha all’orizzonte brutte notizie. Sono stati stanziati 1,25 milioni in meno per i crediti d’imposta delle librerie e 375 mila euro in meno per le case editrici.

Tagli che possono sembrare “piccoli”, ma che potranno incidere molto sul settore, già in difficoltà da qualche anno. I soldi risparmiati in totale saranno “5.590.250 euro, a partire dal 2020” scrive Rosaria Amato, nell’articolo. Tra gli interessati dai tagli, saranno gli esercenti delle sale cinematografiche a soffrirne maggiormente: dovranno infatti già dire addio ad un credito fiscale di cui avevano appena iniziato a godere, dato che è entrato in vigore alla fine del 2016. La cifra è una delle più alte: 4 milioni di euro. 

Seguono quindi le librerie, che dovranno rinunciare a 1.250.000 milioni di euro sui crediti d’imposta fruiti “sugli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Tari e spese di locazione”. Non è prevista abolizione per il tax credit, ma una forte riduzione: le risorse a disposizione arriveranno quindi a 3,75 milioni di euro a partire dal 2020, mentre sono stabilite a 5 milioni per il 2019. I musei autonomi dovranno invece dire addio a partire dal 2019 a fondi di trasferimenti per le spese di funzionamento nell’ordine di 2,3 milioni di euro.

Se da una parte quindi la Legge di Bilancio prevede nuovi fondi per scuola e formazione, non sembra esserci la stessa sorte per quei settori della cultura e dello spettacolo, che sulle agevolazioni statali contano per sopravvivere ad una crisi ancora viva.

Il governo taglia sulla cultura: bonus cultura, cinema e librerie