Il Governo guarda al Def e aggiorna le stime: retromarcia sulla crescita (+0,1%)

Deficit al 2,4%. Ma l'esecutivo ha deciso (per ora): niente manovra correttiva, ma un Decreto crescita per rispettare gli impegni presi con l’Europa

Sono i numeri l’ossessione per ogni Governo. Che, ovviamente, non tornano mai. Anche stavolta, sono loro a disturbare il sonno di Conte&Co alle prese, appunto, con conti da far quadrare, deficit, Pil e la parola magica che mai come ora sembra un miraggio: crescita.

 

E allora partiamo da qui e da una considerazione che di certo non tranquillizza: una crescita tendenziale che quest’anno non supera lo 0,1%, e un deficit, dunque, che marcia a passo svelto verso quota 2,4 per cento.

 

Con tanti cari saluti dunque al +1% programmato a dicembre, nel corso delle trattative lacrime e sangue sulla manovra con Bruxelles: un target dell’1% che Bruxelles era riuscita a far abbassare da quello inizialmente previsto dalla nota di aggiornamento al Def, che puntava a una crescita dell’1,5%.

 

L’attesa adesso è tutta per il Def, con il Governo chiamato ad aggiornare le stime di crescita, deficit e debito.  I numeri che saranno inseriti in quel testo saranno letti con la lente d’ingrandimento da due osservatori di peso: la Commissione europea da un lato e i mercati dall’altro. E sono quei due i numeri dai quali non si può prescindere, gli stessi con cui  il Documento di economia e finanza certificherà gli effetti della frenata congiunturale e, di conseguenze, le ricadute sulla finanza pubblica. Un quadro ancora provvisorio visto che si attendono  dall’Istat i dati con l’aggiornamento dei conti trimestrali della Pubblica amministrazione e la produzione industriale di febbraio. Ma stiamo parlando di  ritocchi difficilmente superiori al decimale.

 

In un mare di incertezza, c’è una certezza: il tempo stringe e l’appuntamento con il Def si avvicina. Deve essere presentato al Parlamento – e dunque all’Europa -il 10 aprile, ma potrebbe slittare di almeno una settimana, se non di 20 giorni, quindi alla fine del mese.  Era accaduto anche l’ anno scorso, in occasione del passaggio di staffetta tra Gentiloni e i vincitori delle elezioni.

 

L’obiettivo da tenere sempre a mente resta quello di evitare frizioni con la Commissione europea rispettando le più recenti regole di cooperazione rafforzata che impongono di anticipare alla primavera precedente i saldi di finanza pubblica per l’ anno successivo.

 

Ma c’è un altro appuntamento che potrebbe rivelarsi un assist per l’esecutivo gialloverde, in difficoltà: le elezioni europee di maggio e il peso politico della Commissione Juncker di fatto azzerato. Conte e la sua squadra proveranno a sfruttare il “vuoto di potere” momentaneo a proprio vantaggio, prendendo tempo almeno fino all’autunno.

 

Per ora il Governo sembra aver deciso la strada da seguire: niente manovra correttiva, ma un decreto crescita per rispettare gli impegni presi con l’Europa.

 

“Il provvedimento sarà esaminato in Consiglio dei ministri, al ritorno dalla missione in Asia del ministro dell’Economia, Giovanni Tria – scrive Reuters che anticipa anche che il testo contiene lo sblocco di 450 milioni per gli investimenti di Province e comuni, nuove semplificazioni in materia di appalti e la reintroduzione del super-ammortamento al 130% sull’acquisto di beni strumentali. Tesoro e ministero dello Sviluppo lavorano inoltre alla proroga al 2023 dal 2020 del credito fiscale in ricerca e sviluppo, a misure per facilitare le cartolarizzazioni di inadempienze probabili e al rafforzamento del sistema di garanzie pubbliche sui finanziamenti alle imprese.  

 

La conferma arriva anche da Di Maio: “Noi il Documento di economia e finanza lo accompagneremo con il decreto legge crescita, che conterrà una serie di interventi su Made in Italy e investimenti che ci consentiranno di favorire la crescita. Non giochiamo in difesa, ma andiamo all’attacco”. Così il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, in un’intervista a Class Cnbc dal floor di Wall Street. “Il nostro Def sarà accompagnato da un decreto legge che mira a superare la scenario difficioltà”, ribadisce.

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