Il Governo “congela” la Tav ma rischia di bruciare 300 milioni

Esecutivo guadagna altri 6 mesi. Ma il progetto va avanti

La bomba era praticamente pronta a esplodere con la crisi di governo, se non apertamente dichiarata, di fatto dietro l’angolo. Ore febbrili per l’ esecutivo messo a dura prova (forse come non mai finora) sulla Tav col braccio di ferro Lega-Cinque stelle che ha rischiato seriamente di mandare in frantumi l’alleanza tra Salvini e di Maio che mai come in queste ore si sono punzecchiati a vicenda, usando toni tutt’ altro che felpati.

 

“L’AVVOCATO” CONTE – In mezzo la, difficile, mediazione del presidente del Consiglio Conte che ancora una volta ha indossato i panni del paciere. Anzi, la toga vestendo abiti per lui comodi e abituali visto che è anche la sua professione, dell’avvocato appunto. A consentire di uscire dall’ impasse infatti disinnescando solo momentaneamente ‘l ordigno’ ci ha pensato un escamotage giuridico, un assist  che arriva come una manna dal cielo, “servito” dal diritto privato francese. Stiamo parlando della cosiddetta “clausola della dissolvenza”, che consente all’esecutivo di prendere ancora tempo e guadagnare altri sei mesi.  Ovvio che il problema è solo rimandato, tutt’altro che risolto. E questo fa tutta la differenza del mondo.

 

CHE SUCCEDE ORA? – In pratica i bandi si faranno, ma la procedura si potrà bloccare, presentando i bandi come una tappa non risolutiva. La clausola, contenuta nel nuovo codice unico degli appalti francese, consente, infatti, di dichiarare “senza seguito” una procedura di gara già pubblicata, nel caso in cui, nel frattempo, siano venute meno le volontà politiche di procedere. Un ripensamento che non prevede onori né obblighi per la stazione appaltante, né per gli azionisti, né per gli Stati. Al posto dei bandi di gara veri e propri, partiranno gli avis de marchés: una raccolta di candidature delle aziende interessate a partecipare ai bandi per scavare i primi tre lotti in territorio francese, revocabile entro sei mesi.

 

IL PROGETTO VA AVANTI – Intanto Telt– la società italo-francese incaricata di realizzare la Torino-Lione – scrive a Conte una lettera annunciando che oggi lunedì 11 marzo, partiranno gli inviti per i lotti in Francia.”Preso atto delle posizioni dei due governi vi informiamo che, in assenza di atti giuridicamente rilevanti che comportino istruzioni di segno contrario, abbiamo previsto che il Cda fissato per l’11 marzo 2019 autorizzi la Direzione a pubblicare gli ‘avis de marchés’ (inviti a presentare candidatura) relativamente agli interventi dei lotti francesi del tunnel di base, in modo da rispettare il termine del 31 marzo” per avere il finanziamento Ue per il 2019.

 Comité Lyon-Turin: in fumo 300 milioni. “Ogni nuovo rinvio significherebbe uno spreco di centinaia di milioni di euro, dalla perdita dei 300 milioni di euro di fondi Ue fino alle spese legate ai ritardi nei lavori”. Ha detto all’ANSA il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, commentando le notizie provenienti dall’Italia. “Non ho informazioni precise riguardanti un eventuale rinvio dei bandi” di gara sulla Torino-Lione, ha detto ancora il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, aggiungendo: “Mi sembra ci sia molta confusione, anche se sul piano della procedura tutto è possibile”.

DI MAIO CHIUDE LA CRISI –“Deve essere chiaro che noi le infrastrutture in italia le dobbiamo fare, grandi, medie e piccole, e sia digitali che fisiche”. Il capo politico del M5s Luigi Di Maio –  a Milano al Villaggio Rousseau – non pronuncia ma direttamente la parola “Tav”. Per lui la questione è archiviata dopo la mossa del premier Conte, che ha tirato fuori dal cilindro una formula tecnico-giuridica per prendere tempo sulll’Alta velocità Torino-Lione ed evitare la crisi di governo.  

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