Il futuro sarà roseo? A settembre sale la fiducia di consumatori e imprese

Mai così bene dal 2007. Ma Federconsumatori modera gli entusiasmi: “ Non esageriamo con l'ottimismo, serve un Piano Straordinario per il Lavoro"

(Teleborsa) Si dice che tre indizi facciano una prova. In questo caso gli indizi sono due ma, senza cantare vittoria, si può dire che fanno ben sperare per il futuro. Roseo? Questo ancora non è dato saperlo ma almeno si può ricominciare a sperare. Insomma, all’orizzonte sempre meno nuvoloni.

Dopo la  revisione al rialzo delle stime di crescita da parte del governo,(primo indizio) infatti, arriva pure il secondo indizio con l’Istat che lancia nuovi segnali positivi sulla fine d’anno dell’economia italiana: a settembre 2017 continua ad aumentare la fiducia di consumatori e imprese che, addirittura tocca il livello più alto dal 2007. 
Numeri alla mano, l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 107,1 a 108 punti, il massimo registrato dopo agosto 2007 (quando era 109,6)

QUANDO C’E’ LA FIDUCIA C’è TUTTO –  Bene anche il versante famiglie, come si legge nella nota ufficiale:  “Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in aumento seppur con intensità diverse: la componente economica e quella futura aumentano marcatamente mentre l’incremento è più contenuto per la componente personale e per quella corrente”. Migliorano nettamente le aspettative sulla situazione economica del Paese e c’è un ridimensionamento di quelle relative alla disoccupazione.  Aumenta poi, precisa ancora l’Istituto, il numero degli interpellati che ritiene possibile risparmiare nei prossimi 12 mesi. 

OCCHIO A CANTARE VITTORIA – “Dopo i risultati positivi di agosto, sale ancora la fiducia dei consumatori. E’ una buona notizia che, per la seconda volta di seguito, aumentino quasi tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori. Peggiora, però, l’attesa sulla situazione economica della famiglia, che passa da -6,8 a -8,8, un dato che influisce più di altri sui consumi futuri, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Insomma, il balzo decisamente notevole che si registra per il giudizio e le attese sulla situazione economica dell’Italia, non si traduce ancora in un eguale miglioramento rispetto alla propria condizione personale. Questo indica che non si può ancora cantare vittoria”.

FEDERCONSUMATORI SPEGNE GLI ENTUSIASMI – “Un forte ottimismo, forse eccessivo a nostro giudizio, dal momento che, se guardiamo ai dati più recenti diramati dallo stesso Istituto di Statistica relativamente all’andamento del mercato del lavoro, emerge come il tasso di disoccupazione si attesti ancora su livelli elevati”, commenta Federconsumatori, che torna a ribadire l’urgente necessità di “un Piano Straordinario per il Lavoro destinato a creare opportunità di crescita, attraverso lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e la modernizzazione”.

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