Il fatturato delle imprese torna sopra i livelli pre-crisi

Le imprese hanno continuato a beneficiare della politica espansiva della BCE

(Teleborsa) Le imprese italiane nel 2015 hanno migliorato i propri conti economici e la propria solidità finanziaria, rafforzando i segnali positivi già emersi nel 2014. Dopo otto anni, le società analizzate hanno finalmente recuperato i livelli di fatturato pre-crisi (2007).

I primi 165 mila bilanci depositati dalle società italiane entro giugno 2016, analizzati da Cerved, mostrano una riduzione delle imprese che non riescono a generare margini lordi positivi o che chiudono l’esercizio in perdita (dal 24,1% nel 2014 al 21,3% nel 2015). In particolare, si registra un forte miglioramento tra le PMI (dal 23,1% nel 2014 al 18,9% nel 2015) e nell’industria (dal 25,6% nel 2014 al 21% nel 2015). Le PMI continuano il trend di ripresa anche nel 2016: il primo semestre, infatti, ha evidenziato un aumento dell’occupazione dovuto alla riduzione della cessazione delle attività.

Cresce la redditività netta che, in termini di Roe, è passata dal 7% del 2014 all’8,4% del 2015. Tuttavia, resta ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi (nel 2007 era al 10,6%).

È proseguita anche nell’anno passato la fase di deleveraging, con debiti finanziari che si sono ridotti del 4,5%. Gli imprenditori hanno aumentato il ricorso al capitale proprio, con un aumento del patrimonio netto del 6,1%. Si tratta di un fenomeno in atto da diversi anni, che ha ridotto in modo consistente il peso dei debiti finanziari sul capitale netto, passato dall’85% del 2007 al 54% del 2015. Nell’ultimo anno, l’indebitamento è anche diminuito rispetto ai margini lordi generati dalle imprese, ma in questo caso i livelli del 2007 sono ancora lontani.

Nel complesso, i dati indicano che le imprese, oggetto dell’analisi Cerved, hanno registrato un aumento del giro d’affari a tassi del 2,7% tra il 2015 e il 2014, accelerando la crescita dell’anno precedente. E, nonostante il deterioramento delle prospettive di crescita globali e dell’Italia, continua ad aumentare anche il sentiment di fiducia delle imprese. Sale in tutti i settori: in modo più marcato nelle costruzioni e nei servizi di mercato, più lieve nella manifattura e nel commercio al dettaglio. Nelle imprese manifatturiere migliorano marginalmente le attese sulla produzione, nelle costruzioni migliorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, nei servizi migliorano tutte le componenti del clima.

L’analisi settoriale e per dimensione, ha evidenziato un miglioramento generale in tutti i comparti, comprese le costruzioni, per cui la crisi si era fatta sentire fino al 2014. Anche il valore aggiunto ha accelerato, aumentando del 4%, ben oltre il +2,9% del costo del personale. Ne è seguito un aumento della produttività e della redditività lorda delle società che, in rapporto al fatturato, si è attestata al 7,1% (7% nel 2014).

Sempre nel 2015, le imprese italiane hanno continuato a beneficiare dei bassi tassi di interesse, decisi dalla Banca Centrale Europea nell’ambito di una politica apertamente espansiva. Il rapporto tra oneri finanziari e MOL (un indicatore che gli analisti finanziari spesso considerano per valutare la sostenibilità finanziaria delle imprese) è risultato in netto miglioramento, con una diminuzione delle società per cui gli oneri erodono più della metà dei margini dal 23% al 21,5%.

Lo scorso marzo, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di tagliare i tassi d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale di 5 punti base, portandoli da 0,05% a zero. Ridotti della stessa misura quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale, a -0,25%. Più robusto il taglio dei tassi sui depositi, ridotti di 10 punti a -0,40% da -0,30%. Esteso anche il piano di acquisti di asset (QE) sia come ammontare, che passa da 60 miliardi a 80 miliardi al mese, sia come tipologia di asset eleggibili, che includono ora anche i Corporate Bond europei a rating massimo (investment grade). La BCE ha deciso inoltre di avviare una serie di operazioni di lungo termine a 4 anni (LTRO bis) a partire dal mese di giugno 2016.

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