Il Def disinnesca aumento IVA, ma allontana Flat tax e reddito di cittadinanza

I temi che dovranno essere affrontati con la prossima legge di bilancio sono: la lotta alla povertà, lo stimolo alle politiche attive, il superamento della legge Fornero, misure per la scuola

Via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza Lega-M5S sul Def. La risoluzione impegna il governo a disinnescare le clausole di salvaguardia sugli aumenti Iva, che l’anno prossimo valgono 12,5 miliardi, e chiede di “riconsiderare in tempi brevi” il quadro di finanza pubblica 2019-2021, puntando su una maggiore flessibilità delle regole Ue. Bagno di realtà da parte del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che ha ricordato le difficoltà del quadro economico e l’importanza di ridurre il debito e il rapporto deficit-pil. Allontandando in sostanza le suggestioni su flat tax e reddito di cittadinanza.

Neutralizzare aumento IVA
Nella risoluzione sul Def la maggioranza impegna il governo “ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e delle accise su benzina e gasolio” e “a individuare misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio”. La mossa è condivisa da tutte le forze politiche.

La maggioranza chiede flessibilità
Il nodo resta quello della rimessa in discussione del pareggio di bilancio in calendario oggi al 2020. In quest’ottica, il testo impegnava il governo al “rispetto degli impegni europei sui saldi di bilancio 2018-2019”. “Sarà d’obbligo – ha spiegato il relatore Federico D’Incà (M5S)D’Incà – impostare in Europa un dialogo nuovo nelle sedi opportune così da ottenere regole di bilancio più flessibili e spazi maggiori per le spese produttive”.

Il ministro Tria frena
In questo quadro è toccato al ministro dell’Economia Giovanni tria riportare tutti ad un bagno di realtà. In aula il ministro ha spiegato che “la ripresa continua ma a ritmi più contenuti rispetto al 2017”. “L’obiettivo prioritario deve essere aumentare il tasso di crescita potenziale e chiudere il divario” con il resto dell’Europa, ha evidenziato. “Dobbiamo accrescere la competitività e la dinamica produttiva” e la strategia per raggiungere l’obiettivo richiede di “attuare le riforme strutturali, previste nel programma di governo, attivare lo stimolo endogeno di crescita, per non limitarci a subire passivamente gli choc, positivi e negativi, che vengono dalla congiuntura internazionale”. Fondamentale è inoltre il “rilancio degli investimenti pubblici”. Quanto ai tassi di crescita per il 2019 e gli anni seguenti, previsti nel Def a legislazione vigente, “sono ancora alla nostra portata ma richiedono un’adeguata strategia di politica economica; non corrispondono più al quadro tendenziale”. Tria ha poi spiegato che “lo scenario tendenziale dell’indebitamento netto sarà oggetto di una seria riflessione in sede di predisposizione del quadro programmatico”.

Matura svolta Ue per investimenti fuori deficit
L’impegno sul debito “è essenziale ed è condizione di forza per rivendicare per l’Italia e per l’Europa tutta come una svolta la decisione di considerare le spese per investimenti diversamente dalla spesa corrente anche ai fini degli obiettivi di indebitamento”. Una scelta “per cui i tempi sono ormai maturi” che deve portare ad un significativo piano europeo per gli investimenti di cui l’Italia è da sempre promotrice.

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