I mercati finanziari e l’anno che verrà

I mercati finanziari dopo lo choc di marzo-aprile, hanno reagito piuttosto bene. Ecco gli scenari che possiamo attenderci

Il 2020 sta volgendo al termine, un anno “funesto” sotto tutti i punti di vista, iniziato con una guerra commerciale e la Brexit, colpito poi da una pandemia che entrerà negli annali come una delle epidemie più estese e virulente della storia.

I mercati finanziari dopo lo choc di marzo-aprile, hanno reagito piuttosto bene. Il Nasdaq e l’S&P 500 americani hanno anche aggiornato i loro massimi storici, al punto da far “chiacchierare” Wall Street sull’esistenza di una nuova bolla, come quella innescata dalla crisi delle Dot-com.

Ma cosa riserverà il 2021? L’economia riuscirà a rimbalzare dai minimi cui è caduta quest’anno? Arriverà il sospirato vaccino? Tornerà la vecchia normalità? E sopratutto, cosa faranno i mercati?

Tante domande con molte risposte, quel che è certo è che il vaccino anti-Covid non arriverà prima del 2021 e ci si dovrà adattare alla “nuova normalità”, fra ritorni epidemici e periodi di pausa. L’economia, dopo l’accelerazione impressa dalla Fase 2, sta nuovamente dando segnali di assestamento e chiuderà il 2020 con un ampio balzo indietro. Ma è utile tenere in considerazione alcuni elementi chiave che potranno influenzare l’andamento dei mercati l’anno venturo:

 La guerra 2.0 fra USA e Cina  

La guerra tecnologica fra USA e Cina non si spegnerà. Lo conferma il sondaggio condotto in occasione del consueto Forum annuale di Cernobbio, in base al quale la metà degli imprenditori è convinto che la “guerra fredda” tecnologica proseguirà nei prossimi mesi.

E’ chiaro che il Presidente Trump sta facendo del suo meglio per colpire le società cinesi, da Huawei a TikTok, per arrivare al cuore del florido business dell’ecommerce, dove troneggia Alibaba di Jack Ma. Una risposta ai vincoli posti da Pechino sulla registrazione “cinese” dei brevetti.

L’altro fronte aperto è Taiwan, dove la TSMC domina il mercato dei semiconduttori, elemento chiave per lo sviluppo del 5G. Pechino non è per nulla disposta a lasciare la presa a dispetto delle “incursioni” USA.

Il ritorno della Brexit

Chi aveva dimenticato la Brexit? La pandemia, la cooperazione internazionale propugnata da Bruxelles, il contagio del Premier Johnson hanno portato in secondo piano un elemento cruciale: il 31 dicembre 2020 sarà effettiva l’uscita della Gran Bretagna dall’UE con un accordo o senza.

E l’ipotesi di uscita senza accordo (No Deal) è più concreta che mai. Un botta e risposta “a distanza” fra il negoziatore della UE, Michel Barnier, ed il Premier inglese, Boris Johnson, è andato in scena proprio ieri. “Prima o poi il Regno Unito deve chiarire cosa vuole fare”, ha ribadito Barnier, aggiungendo “l’intesa non sarà a qualsiasi costo”.”Siamo pronti a ogni eventualità”,, ha risposto il leader britannico, aggiungendo che Londra uscirà dall’UE anche senza un accordo o con un accordo stile Australia, Paese con cui l’Ue ha rapporti di scambi commerciali amichevoli, ma non un deal ad hoc.

Il rischio bolla

Se fronte economia vi sono molte incertezze, comprese quelle connesse all’esito delle Presidenziali USA, il rischio bolla a Wall Street e sempre più elevato e molti esperti si stanno esercitando nel trovare parallelismi e differenze con la crisi innescata dal Nasdaq nel fatidico 2000 o ancor prima negli anni Venti del secolo scorso.

Qualcuno cita il Panic/Euphoria index di Citigroup, un indicatore che ha funzionato sino ad oggi per intercettare le crisi di mercato e può essere utile per identificare lo scoppio di una bolla. Un indice che oggi è su livelli piuttosto elevati attorno a 1,3 risultando tre volte superiore a 0,41 che sta ad indicare un livello di generale euforia.

Altri fanno riferimento all‘indicatore P/E che identifica eventuali sopravvalutazioni o sottovalutazioni del mercato, per dimostrare che l’ascesa di colossi come Apple, Amazon e Tesla non sono immotivati e vengono supportati dagli utili attesi.

Una questione di punti di vista sarà il tempo a dimostrare chi è sulla strada giusta.

Gli avvertimenti della Consob europea 

Un avvertimento sui rischi per i mercati finanziari è intanto arrivato dall’ESMA, l’Authority europea per i mercati e gli strumenti finanziari, una sorta di Consob di coordinamento a livello europeo.

Nell’ultimo rapporto TRV – Trends, Risks and Vulnerabilities, l’ESMA ha analizzato l’andamento dei mercati nel primo e secondo trimestre dell’anno, concludendo che esiste un potenziale disallineamento tra l’andamento dei mercati e l’economia reale e che ci si attende un un prolungato periodo di rischio di ulteriori e significative correzioni di mercato. I fattori alla base del concretizzarsi di questo evento sono l’impatto economico della pandemia e il verificarsi di ulteriori shock esterni, oltre all’eccessivo indebitamento di aziende ed enti pubblici.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

I mercati finanziari e l’anno che verrà