I furbetti del cartellino. Senatori beccati a palazzo Madama

Così i senatori “timbrano” per la diaria e poco dopo se ne vanno

Li hanno già ribattezzati ‘i furbetti del tesserino‘; si tratta dei senatori che lo lasciano inserito sul loro scranno per poi tornare a riprenderlo a fine seduta. Il loro voto non risulterà ma verranno considerati presenti a tutti gli effetti, e non subiranno la decurtazione prevista per chi non partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata come stabilisce il regolamento.

Infatti il regolamento di palazzo Madama prevede significative decurtazioni sul trattamento economico nei confronti di chi non partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco di una giornata, mentre nel caso in questione i Senatori conteranno sulla loro diaria. Secondo quanto riportato dal Messaggero questo “trucco” è applicato con metodo e e può portare, grazie anche all’aiuto di un collega compiacente, fino a 3.503 euro al mese, la diaria, a cui va aggiunta l’indennità da Senatore. Si potrebbe parlare di speculazioni giornalistiche, se non fosse che Pietro Grasso, presidente del Senato, ha incaricato il questore Antonio De Poli di fare una verifica.

Tutto nasce, si legge sempre sul Messaggero, dalla necessità di garantire ai senatori la possibilità di essere ”presenti ma non votanti”. Necessità dettata dal fatto che in Senato, a differenza della Camera, l’astensione è considerata voto contrario. Nulla a che vedere dunque con i pianisti, vizietto non legato alla diaria. “Quando la seduta è finita noi giriamo tra i banchi ed è una pesca miracolosa”, racconta un commesso, ovviamente dietro anonimato. I tesserini “dimenticati” vengono pazientemente raccolti e riconsegnati su richiesta del legittimo proprietario alla seduta successiva. Ogni senatore ha diritto a due badge nominali senza i quali non è possibile votare. Uno dei due resta sempre a Palazzo Madama. Viene riconsegnato dagli uffici solo su richiesta del titolare, disattivando il badge principale per fare in modo che abilitato ne resti uno solo.

CASO ACIREALE – Una situazione simile si sta verificando al comune di Acireale, dove è in corso una vasta operazione della polizia di Stato, coordinata dalla procura distrettuale di Catania. Scoperte 62 persone, dipendenti dell’amministrazione comunale di Acireale, responsabili di truffa ai danni di ente pubblico e di falsa attestazione di presenza in servizio sul luogo di lavoro, attraverso l’ utilizzo illecito dei badge personali che venivano strisciati da dipendenti compiacenti e in accordo tra loro. Diversi sono i provvedimenti cautelari emessi dalla autorità giudiziaria e notificati in queste ore dagli agenti del commissariato di Acireale ai dipendenti infedeli.

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