Hard Brexit sempre in agguato: Londra pronta a rompere a giugno 

La Gran Bretagna potrebbe abbandonare la trattativa già a giugno, se nei prossimi tre mesi non si dovessero fare passi in avanti

Non partono sotto una buona stella (anzi) i negoziati sulle relazioni del dopo-Brexit fra Londra e Bruxelles: il Governo di Boris Johnson, come del resto ribadito più volte, sceglie la linea dura e tira dritto per la sua strada, rispedendo al mittente le indicazioni di partenza dell’Unione europea e confermando, nel contempo,  l’intenzione di non voler far durare la fase di transizione oltre il 31 dicembre 2020.

La Gran Bretagna potrebbe abbandonare la trattativa già a giugno, se nei prossimi tre mesi non si dovessero fare passi in avanti.

Ad aprire le danze, di un ballo che promette scintille, lo scorso martedì 25 febbraio il mandato affidato al capo negoziatore europeo Michel Barnier attraverso il quale l’UE ha ribadito la sua disponibilità a stabilire un accordo di libero scambio, a condizione che Londra sia disposta ad allinearsi a standard e regole europee. Punto questo sul quale il Premier Boris Johnson ha tuonato più volte esprimendo disaccordo.

UE, BARNIER TRACCIA LA VIA – “Non concluderemo accordo a ogni costo. Si conoscono i nostri obiettivi, sono stati spiegati in maniera trasparente, ma anche i nostri principi. Ecco perché nei prossimi mesi, in maniera estremamente calma e metodica, insisteremo per avere un partenariato giusto ed equilibrato”, che “dovrà tradursi in garanzie solide per assicurare una concorrenza leale e standard elevati”, ha subito ribadito il  Capo negoziatore dell’UE.

MA JOHNSON NON SI ALLINEA – Il Regno Unito vuole un accordo con Bruxelles per il dopo Brexit fondato sul “libero scambio”, che “non richiede alcun allineamento alle regole e agli standard” Ue “sulla politica della competizione, i sussidi, la protezione sociale, l’ambiente o nulla di simile”, aveva anticipato nei giorni scorsi il Premier Boris Johnson illustrando in tono netto la sua piattaforma negoziale. Il Premier Tory ha assicurato che su queste materie, a rischio di concorrenza sleale per i 27, Londra avrà standard elevati, ma senza accettare di regolarle “in un trattato”. In ogni caso il Regno Unito “si impegna a non fare concorrenza sleale” verso l’Unione Europea, ha garantito. Rispedite dunque al mittente le richieste di Bruxelles di inserire nel trattato una base di standard comuni secondo il principio di concorrenza regolata del ‘level playing field’, ovvero regole di gioco comuni.

Rischio hard Brexit in estate 2020?  – “Vogliamo la miglior relazione commerciale possibile con l’Ue, ma nella ricerca di un accordo non scambieremo via la nostra sovranità”,  ha detto il ministro dell’Ufficio di Gabinetto Michael Gove al Parlamento. Dopo la vittoria alle elezioni, Johnson si era detto molto ottimista sul futuro esito delle trattative, qualcosa però nel corso delle settimane è cambiato e la strada è tornata pericolosamente in salita. Rischio hard Brexit dietro l’angolo? 

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