Grecia, un salvataggio da 160 miliardi. Ecco cosa ci guadagniamo tutti

Il piano di salvataggio dei paesi dell'eurozona dà già i suoi effetti: le borse festeggiano e anche i titoli italiani diventano più affidabili. Effetti della moneta unica

Il salvagente è pronto. Costerà 160 miliardi e servirà a salvare dal default la Grecia, ma anche l’euro, e quindi un po’ tutti noi.  I leader dell’eurozona hanno firmato l’accordo per garantire la Grecia un nuovo pacchetto di aiuti: i paesi dell’euro e il Fondo monetario internazionale accorderanno ad Atene un prestito da 109 miliardi di euro, oltre ai 110 già garantiti un anno fa, a un tasso di interesse intorno al 3,5% e con una scadenza media di almeno 15 anni. Le banche e gli altri investitori privati contribuiranno in varie forme con circa 50 miliardi al pacchetto.

Prevenire è meglio che curare

Sono stati decisi anche cambiamenti radicali per il funzionamento del fondo di salvataggio europeo, che d’ora in poi potrà agire anche in maniera preventiva, cioè prima che il paese arrivi sull’orlo della bancarotta. Lo farà con linee di credito a breve termine per ricapitalizzare le banche nei paesi che non hanno ancora richiesto un prestito,  se la Bce seganala circostanze eccezionali di mercato e rischi alla stabilità finanziaria. Un modo di evitare il contagio.

“Dovevamo agire in fretta per contenere la minaccia, altrimenti la situazione avrebbe potuto portare a una seria perdita di fiducia nella nostra moneta comune e compromettere la ripresa economica in Europa e in tutto il mondo”, ha commentato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. “Non potevo permettere che una situazione difficile si trasformasse in una situazione pericolosa, la quale, da una serie di crisi nazionali del debito, si stava evolvendo in una preoccupazione strutturale, minacciando la stabilità di tutta l’eurozona”.

Un’iniezione di fiducia globale

I primi effetti del “Piano Marshall” europeo sulla Grecia riguardano le Borse che sono tutte in netto rialzo. Corre soprattutto il  comparti bancario. In questo periodo nulla fa meglio ai mercati di una rassicurazione sugli scenari futuri e un’iniezione di fiducia. Immediati anche gli effetti dell’accordo salva-Grecia sul mercato dei titoli di stato. Si restringe lo spread Btp-Bund, sceso sensibilmente dai livelli stratosferici delle scorse settimane. E l’euro rimonta sul dollaro.

“Le decisioni prese oggi – ha commentato nuovo direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde – avranno un impatto positivo non solo per la Grecia e l’Europa, ma anche per l’economia globale”. Questo perché la difficoltà finanziaria di un paese ha effetti ovviamente sulla sua moneta che in questo caso è quella di un intero continente.

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