Grecia, nell’abisso della crisi: “C’è chi si inietta volontariamente l’HIV”

Al settimo anno di recessione c'è chi prova così a percepire i 700 euro di sussidio

Anche nel 2014 la Grecia sarà in recessione. Lo dicono le stime dell’Ocse, secondo cui il pil quest’anno diminuirà del 3,5%, meno del 4% precedentemente stimato, ma l’anno prossimo non ci sarà la prevista crescita dello 0,6%, bensì un calo ulteriore dello 0,4%. Sarebbe il settimo anno consecutivo di recessione per Atene, che vanta oggi il più alto rapporto tra debito e pil in Europa, esploso al 170%, nonostante nella primavera del 2012 si sia attuato già un suo taglio di 107 miliardi di euro.
 
DEFLAZIONE – Stando al rapporto tra debito e pil, nel 2014 ci sarebbe bisogno di una crescita nominale (inflazione inclusa) del pil di almeno il 2% per stabilizzarlo. Ma con una recessione dello 0,4%, ciò sarebbe possibile solo con un tasso d’inflazione vicino al 3%. Invece, la Grecia è in deflazione. A ottobre i suoi prezzi sono scesi dell’1,9% su base annua. Con questi numeri, ci vorrebbe una crescita reale del pil intorno al 4% solo per non fare aumentare ancora di più il peso del debito.
 
CHOC HIV – In una situazione in cui appare oggettivamente sempre più difficile vedere la luce iniziano a susseguirsi fenomeni scioccanti: l’esempio è quello di alcuni tossicodipendenti disoccupati che si sono consapevolmente iniettati il virus dell’HIV per poter ottenere il sussidio di 700 euro mensili ed ottenere l’ammissione ai programmi di recupero con il metadone. Il tutto mentre aumenta comunque il numero dei contagiati a causa dello scambio di siringhe infette, visto che non ci asono più nemmeno gli spiccioli per comprarsene di nuove. Tanto che ad Atene ha aperto la prima "stanza del buco", dove viene offerto gratuitamente ai tossicodipendenti un kit insieme alla supervisione di medici e infermieri.
 
ALLARME SANITARIO – Le pressioni della Troika hanno portato a pesanti tagli nel settore sanitario, aggravati in Grecia dal fatto che dopo un anno di disoccupazione si perde il diritto ad essere curati presso il servizio sanitario pubblico. "Stiamo andando a fondo poco per volta – dice Anna, una volontaria di Medici nel mondo interpellata dal Fatto Quotidiano e che presta servizio due volte la settimana nella zona del Pireo -, la disoccupazione nel settore portuiale è arrivata negli ultimi due anni al 95%, i miei pazienti sono ormai solo greci disoccupati e i loro figli. Molta gente può più andare in ospedale e viene da noi. Ma purtoppo non è la stessa cosa.

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