Grecia, il Fmi chiede una moratoria sui debiti fino al 2040

Il rischio uscita dall'Eurozona, un anno dopo, è più alto che mai

Grecia, punto e a capo. Un anno dopo le fibrillazioni che portarono all’addio di Varoufakis ed al sostanziale “allineamento” di Tsipras alle posizioni della Trojka, il Paese è nuovamente sull’orlo del precipizio. La cura lacrime e sangue, come previsto da più parti, non ha funzionato, tanto che il Fondo Monetario internazionale – dopo aver spinto per la ristrutturazione del debito ellenico soprattutto verso la Germania – parla ora esplicitamente di una moratoria fino al 2040.

LA MORATORIA – Dai 30 ai 40 anni di tempo alla Grecia per ripagare gli interessi sul debito pubblico, che di fatto verrebbero così congelati fino al 2014. Secondo il Wall Street Journal sarebbe questa la richiesta del Fondo monetario internazionale ai Paesi dell’area euro, con un pressing che quindi si spingerebbe ben oltre quello che i creditori finora si sono detti pronti a valutare. Questo “alleggerimento” ridurrebbe i costi di servizio del debito della Grecia sotto il 15 per cento del Pil, e sulla base di previsioni prudenti in merito alla crescita economica sottostante. In base alle richieste del Fmi, Atene avrebbe fino al 2080 per completare la restituzione degli aiuti ricevuti.

I governi dell’Eurozona, guidati dalla Germania di Wolfgang Schäuble, sono riluttanti a fare concessioni così importanti sui loro prestiti alla Grecia, prestiti che attualmente ammontano a poco più di 200 miliardi di euro, più un altro piano di circa 86 miliardi di euro in aggiunta. Tuttavia la Germania, per ragioni di immagine in politica interna, non vuole agire in solitudine, e preferisce che il Fmi abbia un ruolo di primo piano. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato che la presenza dell’Fmi è essenziale per la credibilità del piano di salvataggio greco, e molti dei suoi deputati ritengono che, senza l’Fmi, la zona euro non sarebbe in grado di far rispettare le rigorose revisioni fiscali ed economiche alla Grecia di Alexis Tsipras in cambio di prestiti. Il Fondo, però, non ha ancora sciolto le riserve e non ha aderito al programma greco concordato a luglio della scorsa estate.

La prossima settimana la questione tornerà sul tavolo dell’Eurogruppo, che si riunirà il 24 maggio. L’istituzione di Washington non ha ancora deciso se continuano accanto all’area euro il suo supporto alla Grecia. E un alleggerimento del fardello del debito rappresenta un aspetto chiave.

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