Grecia, accordo strappato a caro prezzo. Le condizioni

Dopo 17 ore di estenuanti confronti, la Grecia ha raggiunto un accordo per avviare negoziati su un terzo programma di salvataggio

(Teleborsa) – Dopo 17 ore di estenuanti confronti, la Grecia ha raggiunto un accordo con i suoi creditori, per le riforme necessarie da attuare e per avviare negoziati formali su un terzo programma di salvataggio.

Lo ha comunicato il presidente dell’Unione Europea Donald Tusk.

Non sono ancora chiari i contenuti del programma approvato all’unanimità durante l’Euro summit in corso a Bruxelles, ma le dichiarazioni rilasciate da altri Ministri delle Finanze vanno in questa direzione.

Negative le prime dichiarazioni di alcuni rappresentati del governo greco, con il partito di Syriza spaccato al suo interno e con cui Tsipras dovrà confrontarsi per ratificare in sede parlamentare i dettagli dell’accordo raggiunto e che potrebbero costare al leader greco anche la poltrona.

"E’ stata una nottata molto faticosa", ha detto il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, dopo la riunione. "Abbiamo fatti passi avanti verso la ricostruzione della fiducia”.

Con la Grecia a corto di soldi e le sue banche chiuse nelle ultime due settimane, accettare le proposte sul tavolo dell’Eurogruppo era l’ultima possibilità per Atene di rimanere nell’euro.

Tsipras è stato messo nel limbo finanziario da quando il suo governo ha mancato il pagamento al Fondo Monetario Internazionale e ha fatto scadere, senza rimborsi, il suo secondo pacchetto di salvataggio lo scorso 30 giugno.

Di fatto, dopo le ratifiche da verificare nelle sedi parlamentari dei Paesi dell’Euro Zona, arriveranno alla Grecia ulteriori 80 miliardi, per i quali Atene offrirà entro tre giorni le riforme chieste, che riguarderanno modifiche al sistema previdenziale, l’innalzamento dell’IVA, il mercato del lavoro.

Un discorso a parte merita l’argomento delle privatizzazioni, per il quale Atene dovrà predisporre un fondo di diritto lussemburghese nel quale apportare beni per circa 50 miliardi e poi procedere alla vendita. Il ricavato andrà ad abbattere il debito pubblico e a rifondere il sistema bancario creditore di Atene.

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