Governo nuovo, problemi vecchi: sul tavolo nodo Alitalia da affrontare

Oggi pomeriggio incontro tra Commissari e Sindacati. Il 15 settembre scade il termine per la presentazione dell'offerta vincolante

Il nuovo Governo ancora non c’è, i vecchi problemi sì. Proprio in queste ore, infatti, si sta scrivendo l’esito della crisi d’agosto che ha investito la politica italiana: oggi alle 19 si concluderà al Quirinale il secondo – decisivo – round di consultazioni. Pd e Cinquestelle continuano a trattare, non senza fatica, su nomi e contenuti ma – al netto di colpi di scena dell’ultima non da escludere a priori – alla fine dovrebbe arrivare la fumata bianca che di fatto sancirà il matrimonio tra Dem e pentastellati e la nascita del Governo giallo-rosso, come è stato ribattezzato.

Neanche il tempo di insediarsi che il nuovo esecutivo dovrà fare i conti con una vecchia grana: il delicato dossier Alitalia, infatti, resta in bilico. Giorni fa si vociferava di un vertice negli Stati Uniti a fine agosto tra Ferrovie dello Stato, Atlantia e Delta Air Lines che farà da padrone di casa per decidere le strategie comuni della Newco Alitalia ma sull’incontro non ci sono conferme.

Una certezza però c’è, il tempo, intanto, corre veloce: entro il 15 settembre va presentata l’offerta vincolante ma sulla trattativa con Delta e sul piano industriale è calato il silenzio.

Unica novità la convocazione dei sindacati da parte dei commissari straordinari Stefano Paleari, Daniele Discepolo ed Enrico Laghi per un aggiornamento informale proprio per la giornata di oggi, mercoledì 28 agosto nel primo pomeriggio.

Nel corso dell’incontro si farà il punto sul piano industriale della cordata tra Fs, Atlantia – entrata nella partita in extremis – gli statunitensi di Delta e il Tesoro. Il progetto di newco che si andava delineando con l’ingresso nella cordata da parte di Atlantia, lo scorso 15 luglio, prevedeva che alla holding dei Benetton andasse intorno al 30% della compagnia, a Fs intorno al 37% e a Delta tra il 10 e il 20%.  Al Tesoro sarebbe andato il 15%, in modo da tenere la quota dello Stato oltre il 50%.

Numeri tuttavia che restano solo ipotesi perché i protagonisti si erano affrettati a far sapere che le quote definitive della newco sarebbero arrivate soltanto a settembre con l’offerta vincolante, fissata al 15 settembre.

L’imminente cambio di governo potrebbe però sparigliare le carte in tavola: in scena è pronto ad entrare un nuovo protagonista – il Pd – e questo potrebbe cambiare il copione. 

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