Governo, l’aumento dei contagi spiana la strada al MES

Torna sotto i riflettori il tema del potenziamento del nostro sistema sanitario

La situazione è per fortuna ancora lontana dai mesi più caldi dell’emergenza quando i numeri somigliavano a un bollettino di guerra ma il trend degli ultimi giorni è quantomeno preoccupante con un aumento costante e progressivo. 

Ieri la curva dei contagi è tornata a scendere ma in molti fanno notare che è merito del “trucchetto”: ossia sono stati effettuati quasi 6mila tamponi in meno.

C’è però un elemento dal quale si deve partire: l’impennata dei contagi, per il momento con numeri decisamente più contenuti rispetto a quello che sta accadendo in Francia e Spagna dove il virus viaggia purtroppo sul binario dei record giornalieri, ha riportato sotto i riflettori il tema del potenziamento del nostro sistema sanitario. Ed ecco che rispunta il MES, che in realtà non se n’è mai andato pronto a irrompere sulla scena nel momento migliore.

Osteggiato finora da una bella fetta del Movimento 5 Stelle, da sempre contrari a ricorrere allo strumento che è considerato una “troika mascherata” che però andrebbe ad affiancarsi agli altri interventi messi in campo dall’Unione Europea: Recovery Fund – il nostro Paese dovrebbe ricevere un tesoretto intorno ai 209 miliardi – Fondo Sure (di cui il Governo ha già fatto richiesta per 28,5 miliardi) e i fondi della Bei per piccole e medie imprese.

Da un punto di vista politico, la partita è ancora aperta e tutta da giocare. Conte e Gualtieri pensano alla formula spuria di un‘apertura a metà, accettando la metà delle risorse. Un assist al Governo potrebbe arrivare da Spagna, Portogallo e forse Francia che alla fine potrebbero decidere di far ricorso allo strumento, una mossa che potrebbe diventare un involontario assist per Conte &Company che però devono comunque vincere la resistenza del Movimento Cinquestelle che venderà cara la pelle. 

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