Governo: il viaggio di Giorgetti negli Usa per smarcarsi dal M5S

“Serve un decreto legge per sbloccare le norme burocratiche che fermano i cantieri". E' l' auspicio che esprime Giancarlo Giorgetti al termine della sua visita negli Stati Uniti

I decani delle cronache politiche lo sostengono già da qualche settimana: “A breve la Lega si smarcherà da Putin e dalla Le Pen per porsi sotto l’ala protettiva degli Usa”. Perché Putin può essere utile per arrivare al governo, ma Washington lo è per rimanerci. Realpolitik, si diceva un tempo, confermata dal viaggio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti negli Usa. Per tranquillizzare investitori e ambienti economici, ed anche per segnare appunto le distanze fra la Lega e l’alleato M5S agli occhi interessati degli americani.

“Serve un decreto legge per sbloccare le norme burocratiche che fermano i cantieri” – è stato non a caso il primo punto toccato da Giorgetti. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sottolinea il forte feeling con l’amministrazione americana, che “non è preoccupata per la stabilità del governo italiano, ma chiede un esecutivo credibile”.

La sensazione è che gli elementi di incomprensione con Washington dipendano quasi tutti dalle posizioni dei 5 stelle, e il primo obiettivo di Giorgetti sia stato chiarire le differenze con la Lega.

Investimenti
La crescita, che secondo il sottosegretario si stimola liberando le potenzialità del Paese in due modi: alleggerire la pressione fiscale attraverso proposte come la flat tax, e favorire gli investimenti. Giorgetti sottolinea che la Lega ha fatto le sue proposte, e ora aspetta che gli alleati del Movimento 5 Stelle le sblocchino. Si va dal decreto legge per i cantieri, allo stop delle esplorazioni nel settore energetico, dove diverse aziende americane minacciano di portare il governo in tribunale: “Su questo punto noi abbiamo cercato di limitare i danni”.

Russia-Cina
Washington ha fatto pressione anche sul ruolo che l’Italia intende affidare a cinesi di Huawei, per lo sviluppo di tecnologie come il nuovo network 5G per le comunicazioni degli smartphone, altro punto su cui insiste in particolare M5S: “Si aspettano che gli alleati usino cautela, quando si tratta di mettere informazioni riservate a disposizione di altri” – ha detto Giorgetti. Il Sottosegretario – si legge nel resoconto Paolo Mastrolilli per la Stampa – ha avuto la sensazione che “la vera sfida è con la Cina, non con la Russia”, ma ammette che la questione del rapporto con Mosca è stata sollevata dagli interlocutori americani: “Non ci sono state contestazioni sulle posizioni della Lega, ma in generale è stata espressa la preoccupazione per questa presenza dei russi un po’ ovunque”.

Venezuela
L’amministrazione Trump gli ha chiesto perché Roma non ha ancora appoggiato il presidente ad interim venezuelano Guaidó, e il sottosegretario ha spiegato che questa prudenza dipende in parte dalle posizioni degli alleati di governo: “Ma se avvenisse qualche fatto nuovo, come l’arresto di Guaidó, non credo che il nostro governo potrebbe restare neutrale”.

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