Governo, esplode dossier Autostrade: M5s in pressing per revoca

Decisione finale attesa in queste ore in un rush finale in cui può succedere di tutto

Neanche il tempo di allontanarsi qualche ora per incontrare il “collega” Sanchez che per il Presidente del Consiglio Conte scoppia l’ennesima bomba pronta a turbare il suo rientro in Italia.

La questione è tutt’altro che nuova. Anzi, si trascina da un bel po’ ma ieri a fare da detonare ci ha pensato la decisione della Consulta che ha stabilito che “non è illegittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi ritenendo dunque non fondate le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata volta alla scelta delle imprese alle quali affidare le opere di demolizione e di ricostruzione del Ponte Morandi.

“La decisione del Legislatore di non affidare ad Autostrade la ricostruzione del Ponte è stata determinata dalla eccezionale gravità della situazione che lo ha indotto, in via precauzionale, a non affidare i lavori alla società incaricata della manutenzione del Ponte stesso”: comunica l’ufficio stampa della Consulta.

“Ci conforta che la Corte costituzionale abbia confermato la piena legittimità costituzionale della soluzione normativa che venne a suo tempo elaborata dal governo”, ha commentato il premier Conte.

Intanto il Governo è diviso sulla decisione di affidare ad Aspi, anche se pro tempore e come atto dovuto verso l’attuale concessionario, la gestione del nuovo ponte di Genova.

“Confermo che il nuovo Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade. Ho scritto io la lettera al sindaco Bucci. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi ma sulla vicenda c’è ancora l’ipotesi di revoca”, aveva anticipato ieri  ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli a Radio 24 Mattino.

Sul dossier la temperatura è altissima. E a dar fuoco alle polveri ci pensa anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, quando è ormai sera, indica la linea: la questione della gestione del ponte va “subito risolta”, “non voglio esprimere sentenze, né alimentare scontri, non ce n’è bisogno in questo momento”, ma bisogna “mantenere le promesse fatte”. E poi: “Alle famiglie delle vittime avevamo promesso due cose: che il ponte non lo avrebbero costruito i Benetton, ma un’azienda di Stato. Infatti lo hanno costruito Fincantieri con Webuild. E che i Benetton non avrebbero più gestito le autostrade. Tantomeno il ponte”. Per il Movimento cedere su questo fronte sarebbe un boomerang visto che già è finito nel mirino delle opposizioni con Salvini, pronto a cavalcare l’onda della polemica, che affonda dopo la decisione di affidare la gestione del nuovo Ponte Morandi ad Aspi: “5Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso”, ha attaccato il leader della Lega. Mentre anche i parenti delle vittime si dicono “sconcertati” e chiedono al Governo di ritirare la concessione.

Intanto, il Presidente del Consiglio Conte ha fatto sapere che porterà il dossier in CdM e che una decisione arriverà “entro fine settimana”.

Nei giorni scorsi, aveva preso forza l’ipotesi più soft di una “rottura parziale”, più volte rilanciata dagli organi di informazione con un nuovo assetto societario che coinvolgerebbe fondo F2i e  Cassa Depositi e Prestiti al 51% , portando così in minoranza la quota di Atlantia. Ma, dopo la decisione della Consulta, il finale è tutto da scrivere.

 

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