Governo, Autonomia: scontro Lega-CinqueStelle, testo non andrà in CdM

La strada è ancora piena di ostacoli e il dialogo tra alleati non decolla imboccando, come spesso accade, i binari pericolosi della polemica

L’esecutivo gialloverde continua a muoversi su un terreno scivoloso e pericoloso: stavolta ad alzare il livello di tensione tra Lega e Cinquestelle tocca alla “partita” sul dossier Autonomie che registra l’ennesima frenata, con il Carroccio che storce (non poco) la bocca.

FUMATA NERA – La strada è ancora piena di ostacoli e il dialogo con gli alleati di governo non decolla imboccando, come spesso accade, i binari della polemica.

Nella mattinata di ieri, l’ottimismo: “Il testo è pronto per il cdm di domani, con grande vantaggio per tutte le Regioni italiane, altrimenti a Roma si ingolfa tutto” aveva detto Salvini. A tarda sera – dopo tre ore di vertice serale a Palazzo Chigi- invece dell’attesa fumata bianca, arriva la brusca quanto fastidiosa – sponda Lega –  battuta d’arresto con le agenzie pronte a battere la notizia del nulla di fatto: “Niente accordo Lega-M5s, l’intesa sull’Autonomia non va in consiglio dei ministri”(previsto per oggi).

Fonti interne alla Lega, non poco stizzite, fanno intendere che “I 5 stelle fanno muro e si nascondono dietro ai burocrati. Ennesima riunione a vuoto. Chiedono tempo e chiedono un incontro il prossimo mercoledì. Nessun nodo risolto. Bloccano qualsiasi iniziativa”.

“Nessun blocco, è nel contratto e si farà. Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose si fanno in due” replicano dal Movimento 5 Stelle.
Fatto sta che al momento non si registrano passi avanti: tutto rimandato.

SALVINI: PREOCCUPA PROCEDURA UE, SAREBBE SCELTA POLITICA – Intorno alle 22, il leader leghista ha abbandonato il tavolo, sostituito da Giancarlo Giorgetti, per trasferirsi nello studio televisivo di Carta Bianca per un’intervista dove ha toccato diversi temi “caldi”. Una procedura d’infrazione? “Non me lo auguro. Preoccupa chiunque: sarebbe una scelta politica – ha detto – non economica perché l’Italia dei 28 Paesi Ue è il terzo che paga di più. Noi siamo tra quelli che pagano di più, poi vedersi mettere le dita negli occhi… Non voglio passare per fesso”.

QUOTA 100 NON SI TOCCA – “Quota 100 – ha detto inoltre – non si tocca, è prevista per tre anni, l’obiettivo è quota 41, per far andare in pensione la gente dopo 41 anni di lavoro”. “Non useremo i soldi degli altri” Paesi Ue, “vogliamo far scendere il debito”. Riforme in deficit? “Vedremo, ci sono tante ipotesi..”, risponde.

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