Giro di vite sulle discoteche. Regioni divise ma Speranza tira dritto

Il Ministro intanto firma il decreto che impone test ai rientri dei vacanzieri da alcune località balneari del Mediterraneo

Era quello che si temeva: l’estate, la movida, le vacanze, le innumerevoli deroghe alle regole del distanziamento stanno facendo lievitare i contagi. Come se la pandemia fosse solo un lontano ricorso, come se l’Italia non avesse mai sperimentato il lockdown. Ma non è tempo di dimenticare, proprio mentre in Europa e nel resto del mondo vi sono segnali chiari di una seconda ondata del virus.

E così finiscono sotto tiro le discoteche e le vacanze all’estero, almeno in alcuni Paesi in cui la pandemia si sta riacutizzando, tipiche mete vacanziere del Mediterraneo, tanto amate dai giovani.

Passa la proposta del test al rientro dalle vacanze

Il Ministro Speranza senza alcuna esitazione, supportato anche dai pareri dei Governatori regionali, ha firmato il decreto che impone test rigorosi – molecolare o antigenico da effettuare con tampone – per chi rientra da una vacanza in Grecia, Malta, Croazia e Spagna, cui si aggiunge anche la Colombia.

Ma lo stop alle discoteche divide le Regioni

Non così pacifica la questione delle discoteche, ovviamente quelle all’aperto presso gli stabilimenti balneari, perché le discoteche al chiuso sono ancora off limits (il Dpcm di agosto ha preso tempo su una eventuale riapertura).

Il Ministro Speranza, supportato da alcuni Governatori propende per un giro di vite della movida “discotecara”, soprattutto in vista del Ferragosto, momento clou della stagione estiva.

E se il numero uno della Salute è pronto a firmare un decreto che impone regole più rigorose o addirittura la sospensione dell’attività delle discoteche che non rispettano le norme anti-Covid, le Regioni si dividono sull’opportunità di fermare un settore che vanta un giro d’affari imponente ed è stato duramente colpito dalla crisi. Sarebbero almeno la metà i Governatori che ieri, in un incontro con la Conferenza delle Regioni si sono opposti alla stretta sulle discoteche.

Braccio di ferro fra rigoristi e permissivi

Il Governatore pugliese, Michele Emiliano, è sulla stessa linea d’onda del Ministro Speranza e, pur precisando che in Puglia non si è registrato alcun caso di contagio legato alle discoteche, propende per un irrigidimento delle regole e per trattare la questione in forma unitaria, a livello nazionale.

Non è dello stesso parere il Presidente ligure, Giovanni Toti, che assume una linea più morbida e parla di “grande prudenza” e “rispetto delle regole”. La Liguria non sta ancora valutando la possibilità di fermare le attività, ma preoccupa la risalita dei contagi, dice il Governatore Toti, aggiungendo “nessuno vuole arrivare a settembre con un carico di positivi al Covid superiore a quello che abbiamo”.

La Toscana impone regole più rigide: due metri di distanza sulla pista da ballo, il rigoroso rispetto della capienza massima, il controllo degli accessi e l’obbligo di mantenere la lista degli accessi per almeno 14 giorni.

E la Sardegna riapre le discoteche. Il Governatore Christian Solinas, dopo dieci giorni di tentennamenti, firma l’ordinanza per riaprire le discoteche, che avevano chiuso il 31 luglio scorso a causa della mancata proroga dell’ordinanza che disponeva la riapertura anche dei locali al chiuso, in deroga alla normativa vigente a livello nazionale. Regole severe di distanziamento – 1 metro in sala e 2 metri in pista – si accompagnano ad una serie di altre prescrizioni, spesso difficili da osservare, come il divieto di assembramento, e ancora, la vigilanza, la sanificazione, l’uso di bicchieri monouso e la misurazione della temperatura all’ingresso.

I numeri parlano chiaro

Il trend dei contagi negli ultimi giorni non lascia spazio a dubbi: la situazione è delicata ed occorre rispettare il massimo rigore. Dall’ultimo bollettino emerge che i contagi in Italia sono risaliti: nelle ultime 24 ore si contano 481 nuovi positivi, in aumento rispetto al giorno precedente, quando erano stati 412. In aumento anche il numero delle vittime, che salgono a 10 in più.

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