Giornata contro lo spreco alimentare: quanto cibo sprechiamo e quanto ci costa

Italiani popolo di spreconi, ma le cose stanno nettamente migliorando. E sono diversi i metodi usati per non gettare via il cibo ancora buono

Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Italiani popolo di spreconi? A scorrere i numeri verrebbe proprio da dire di sì, anche se le cose stanno nettamente migliorando. E il problema non è solo etico/ambientale, ma anche e soprattutto economico.

Quanto sprechiamo e quanto ci costa

I dati sono stati diffusi in occasione della 6a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, nella sede FAO di Roma, dal progetto 60 Sei ZERO dell’Università di Bologna-Dipartimento Scienze e Tecnologie Agroalimentari con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero dello spin off Last Minute Market.

Ancora una volta la fotografia dello spreco inquadra in primo piano le nostre case e le nostre abitudini di gestione del cibo. Anche se sempre più persone fanno attenzione e lo spreco alimentare domestico è in calo di circa il 25%.

Oltre 2,2 milioni di tonnellate di cibo si sprecano ogni anno nelle case degli italiani. Buttare via il cibo costa ogni settimana in media 4,9 euro a famiglia, 6,5 miliardi di euro considerando l’insieme delle famiglie italiane.

Lo spreco di cibo in Italia vale lo 0,88% del Pil: la stima monstre è di oltre 15 miliardi di euro, dati dalla somma dello spreco alimentare di filiera (produzione-distribuzione), stimato in oltre 3 miliardi, ovvero il 21,1% del totale, e dello spreco alimentare domestico reale, cioè quello misurato nelle case degli italiani attraverso il test dei Diari di Famiglia, che rappresenta quindi i 4/5 dello spreco complessivo di cibo in Italia e vale quasi 12 miliardi.

Cosa si spreca

Ma cosa si spreca, soprattutto, nelle case? Nella “hit” della percezione degli sprechi degli italiani troviamo saldamente in testa il cibo: negli ultimi 5 anni lo spreco alimentare supera di gran lunga la percezione degli sprechi idrici, energetici o monetari.

Pane e verdure fresche sono fra gli alimenti più spesso buttati. E poi pesano sulla pattumiera le bevande analcoliche, i legumi, la frutta fresca, la pasta fresca e non gettata senza essere stata consumata.

I rimedi degli italiani per non sprecare

Tra i rimedi antispreco più frequentemente adottati dagli italiani, troviamo nel 65% dei casi un check della dispensa prima di fare la spesa. Il 61% congela il cibo a rischio deperibilità e il 54% cerca di prevenire controllando la quantità di cibo ottimale prima di cucinarlo.

Più di 1 italiano su 2 (52%) verifica l’edibilità del cibo prima di risolversi a buttarlo, il 44% affronta il test dell’assaggio. Molti si dedicano a ricette con cibo di recupero dagli avanzi del pasto prima (48%), solo 1 italiano su 3 (34%) richiede al ristoratore una bag per trasportare a casa il cibo che non è riuscito a consumare e solo 1 italiano su 5 (22%) dona al vicino il cibo in eccesso a rischio spreco.

I negozi al dettaglio sono sempre meno frequentati dai consumatori (18%), così come il mercato (15%) a favore della schiacciante concorrenza dei supermercati (7 italiani su 10) e ipermercati (3 italiani su 10). Da segnalare l’avanzata degli acquisti online, praticati dall’8% degli intervistati.

Troppo cibo, poco cibo

I paradossi del cibo sono evidenti: 821 milioni di individui nel mondo soffrono la fame e 1 persona ogni 3 è malnutrita. Ma intanto 1 persona su 8 soffre di obesità. Tutti possiamo dare il nostro contributo all’obiettivo #famezero #sprecozero – osserva il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè – acquistando solo ciò che serve realmente, compilando liste precise che non cadono nelle sirene del marketing, scegliendo alimenti locali e di stagione basati sulla Dieta Mediterranea, consultando etichette e scadenze, utilizzando al meglio frigo, freezer e dispensa per gli alimenti senza stiparli alla rinfusa.

L’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg sull’Economia circolare, la sostenibilità e gli sprechi dà conto anche dei provvedimenti utili a contrastare la questione dello spreco alimentare: più di 7 italiani su 10 ritengono che la via da percorrere sia quella dell’educazione alimentare (72%), il 26% propone packaging di nuova generazione e 1 italiano su 5 (20%) provvedimenti normativi con incentivi e sanzioni legati allo spreco del cibo.

La campagna Spreco Zero

Nel 2019 ha festeggiato i suoi primi 20 anni Last Minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna trasformatosi in impresa sociale. Grazie al networking con 350 punti vendita e oltre 400 enti del terzo settore, Last Minute Market recupera annualmente 55mila pasti cotti, prodotti alimentari per un valore di 5,5 milioni di euro, farmaci per 1.000.000 e più di 1000 tonnellate di prodotti non alimentari. Nel 2010 Last Minute Market ha avviato la campagna Spreco Zero.

“La percezione degli italiani – spiega Segrè –  è ancora poco consapevole della necessità di una grande svolta culturale nella gestione del cibo a livello domestico. Eppure è questo il punto, la prevenzione degli sprechi alimentari deve partire da noi”.

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