I giochi di potere rischiano di compromettere la ripresa

In Europa così come Oltreoceano l'instabilità politica rischia di produrre più disastri di quanti ne abbia generati la crisi finanziaria. A danno dei contribuenti

E ci risiamo. In un momento critico per l’economia internazionale l’instabilità politica rischia di produrre più disastri di quanti ne abbia generati la crisi finanziaria. Le vittime? Gli elettori-contribuenti che restano schiacciati fra una disoccupazione dilagante ed una ripresa che stenta ad accelerare, a dispetto delle più rosee previsioni del 2009. Poi, ci sono anche i Piani di austerity varati da molti Paesi ad elevato deficit, che hanno ulteriormente compromesso la credibilità e la stabilità dei Governanti mondiali.

E’ in questo clima che ci si prepara a seguire oggi la lunga maratona delle elezioni mid-term in America, dove sono in molti a pronosticare una parziale sconfitta dell’attuale maggioranza del Presidente Barack Obama. Il partito Democratico, infatti, potrebbe perdere la maggioranza alla Camera, conservando il controllo del Senato, seppur con un numero inferiore di seggi.

Ma cosa aspettano i mercati? La grande finanza e Wall Street, notano alcuni, potrebbero giocare d’astuzia, scegliendo un Obama depotenziato in luogo della pericolosa avanzata del Tea Party, il movimento estremista dei Repubblicani che ha dichiarato guerra alle lobby finanziarie.

Intanto, l’elettore medio guarda con preoccupazione alla situazione del Paese, dove il PIL mostra una modesta accelerazione al 2%, insufficiente a garantire la creazione di posti di lavoro. Il dato sulla crescita è stato accompagnato lo scorso venerdì da un discorso imbarazzato del Presidente statunitense, che non ha potuto negare l’evidenza, facendo appello ai buoni propositi. “La nostra missione è quella di accelerare la crescita” ha dichiarato Obama in TV, ma si attendono con ansia i dati sullo stato del mercato del lavoro, che saranno pubblicati alla fine di questa settimana critica. Il tasso di disoccupazione, stando alle attese, dovrebbe restare ancorato al 9,6%, ma l’aggiunta di posti di lavoro nel settore privato potrebbe compensare l’emorragia nel pubblico impiego.

Volando oltreoceano la situazione non è migliore. La popolarità dei Governanti dell’Eurozona è messa in ginocchio dai Piani di austerity imposti dal rispetto dei parametri del Patto di stabilità. Lo confermano gli ultimi esiti elettorali regionali, avvenuti nella prima parte del 2010, che hanno visto cadere il Premier francese Sarkozy e la Cancelliera tedesca Angela Merkel. Nulla di meglio si attende per il Premier spagnolo Luis Zapatero, che potrebbe venir bocciato alle regionali questo mese, mentre è a rischio una ricandidatura alle politiche del 2012.

In Italia ricominciamo con il gioco degli scandali, che tanto piace alla cronaca e che continua a umiliare il Paese. Una maggioranza incrinata e minacce di crisi di Governo mettono a rischio le misure predisposte dal Bel Paese per recuperare il gap della crescita con altri Paesi dell’Eurozona.

E le autorità di politica monetaria? Non c’è coesione neanche in seno alla BCE. Proprio ieri, il Presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker ha fatto appello alla BCE perché imponga una disciplina comportamentale ai propri membri, mostrando di “parlare con un’unica voce”. Il riferimento era alle critiche più volte rivolte dal capo della Bundesbank, Axel Weber, all’operato della BCE. E potrebbe non esserci coesione neanche in seno al FOMC, che domani annuncerà nuove misure di quantitative easing. L’unanimità delle decisioni sarà forse più importante e osservata rispetto alla misura dell’intervento, che si dà ormai per scontata.(fonte: Teleborsa)

I giochi di potere rischiano di compromettere la ripresa