I genitori puliscono la scuola, ma l’Ama chiede i soldi

Un gruppo di volenterosi genitori decide di pulire il giardino della scuola dei loro figli. Il risultato? L'Ama chiede i soldi per portare via i rifiuti

Succede a Tomba di Nerone, Roma. Un gruppo di genitori decide di pulire il giardino della scuola dei loro figli, l’istituto comprensivo Publio Vibio Mariano. Perché? Presto detto: grandi e piccoli guardano ogni giorno la sporcizia che si ammassa nelle parti esterne dell’edificio. Così decidono: armati di scope e tanta pazienza, nel loro giorno libero, una domenica, decidono di pulire il cortile della struttura. L’iniziativa riscalda i cuori e il risultato è eccellente, ma arriva una brutta sorpresa: l’Ama chiede i soldi per portare via i rifiuti.

A spiegare nel dettaglio l’accaduto è Patrizia Parrucci, una mamma dalla grande grinta, che fa parte del comitato “Mamme x la scuola”. “L’8 aprile abbiamo organizzato la pulizia del giardino della scuola” racconta la signora “e siamo stati felici di fare questo servizio, raccogliendo ben venti sacchi grandi di foglie”. E rifiuti vari, con ogni probabilità. Il gruppo di genitori che è corso in aiuto per riconsegnare bellezza estetica e igiene agli ambienti esterni della scuola non era di grandi dimensioni, notato con un po’ di rammarico da mamma Patrizia. “Eravamo in quattordici, pochi rispetto ai 700 alunni che ospitano la scuola”. L’iniziativa, a prescindere dal numero di adesioni, centra l’obiettivo: il giardino, ora, è godibile dai loro bambini, che affollano sia la scuola primaria che la secondaria del Publio Vibio Mariano.

Una storia a lieto fine penserete, invece no: il giorno dopo, lunedì 9, i venti sacchi della spazzatura erano ancora lì. Si aspetta qualche giorno, ma nessuno viene a ritirarli. Dopo tre settimane, ancora niente. Qualcosa non funziona? I genitori chiamano l’Ama, un’azienda municipalizzata che si prende cura dei rifiuti a Roma, ma la risposta è incredibile. “Quando li abbiamo contattati, ci hanno detto che avremmo dovuto pagare 38 euro ogni cinque sacchi della spazzatura per il ritiro, per un totale di circa 200 euro. E chi ce li dà, quei soldi, quando non abbiamo raccolto neanche i 300 euro per il mercatino di Natale gestito da noi genitori?” conclude Patrizia.  Il motivo della richiesta viene confermato anche dall’istituto scolastico: sembra, infatti, che l’Ama si serva di una ditta in subappalto e che richieda il pagamento immediato del servizio.

“Tutto questo è assurdo” commenta Patrizia, sensazione condivisa dai genitori volenterosi che hanno rinunciato a un giorno libero in famiglia per rendere l’ambiente dei loro figli più pulito. Con quale risultato?

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