Assicurazioni, arriva la polizza islamica

Perché la Shari'a condanna le nostre polizze assicurative? E perché un colosso come Generali fiuta il business nella finanza in linea col Corano?

Takaful“. Mai sentita questa parola? Anche molti assicuratori la ignorano bellamente. E fanno male. Perché nel mercato delle assicurazioni e della finanza questa è una delle parole del futuro. Lo ha scoperto – primo in Italia – il colosso assicurativo Generali che si è appena tuffato nel nuovo business.

Stiamo parlando delle polizze islamiche, ovvero i contratti di assicurazioni in linea con le prescrizioni della Shari’a, la legge islamica. La Qatar Islamic Bank (Qib), le Generali e la compagnia assicurativa Beema stanno avviando una joint venture nel segmento delle polizze takaful, ovvero conformi ai precetti della legge di Maometto.

Un mercato enorme e vergine
In periodo di crisi vince chi osa e chi fiuta i mercati in crescita. E questo sicuramente lo è. Il settore takaful presenta un enorme potenziale di sviluppo. Il calcolo è elementare secondo l’amministratore delegato di Generali, Sergio Balbinot: “un quarto della popolazione mondiale e di fede musulmana e il 60% di questa ha un’età inferiore ai 25 anni. I paesi islamici producono il 23% della ricchezza generata nelle aree emergenti ma hanno indici di diffusione assicurativa contenuti”. Tradotto significa: un sacco di persone a cui poter vendere una polizza.

Puntare sul rischio è immorale
Ma perché serve una polizza islamica? Perché la Shari’a condanna il tipico contratto di assicurazione per la sua aleatorietà. C’è, cioè, una disparità tra le parti: a fronte di un prestazione certa (il pagamento del premio) è prevista una prestazione eventuale (il risarcimento solo in caso di evento dannoso). Una logica del tutto accettata nella nostra cultura, giuridica e non solo: in fondo di tratta di una scommessa sulla possibilità che un evento futuro si verifichi o no. Cosa non troppo diversa da una puntata alla roulette. Ma proprio per questa incertezza l’assicurazione sul rischio non è accettata nella mentalità islamica.

Il takaful risolve la contraddizione tra questa condanna morale e l’importante funzione economica svolta dalle assicurazioni accettando le compagnie che adottano un principio “mutualistico” prevedendo una partecipazione agli utili da parte degli assicurati. Inoltre bisogna limitare la portata del rischio assicurato ed escludere particolari soggetti o eventi (ad esempio quelli legati all’uso di alcol, come la guida in stato di ebbrezza).

Una sfida culturale per la finanza
Tutto fa pensare che Generali “si farà le ossa” nel Golfo e poi riporterà questa esperienza anche sul mercato nazionale. Anche da noi, d’altronde, il “target” si sta allargando in virtù dell’immigrazione. E visto che pecunia non olet c’è da giurare che nel mondo della finanza l’integrazione multietnica avverrà molto più rapidamente e con meno traumi rispetto al mondo reale. (A.D.M.)

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