Gran Bretagna, retromarcia Johnson: lockdown come in Italia

Il dilagare dei contagi, passato da 1.543 a 6.650 casi in una settimana (con oltre 50 decessi), ha consigliato un deciso cambio di strategia

(Teleborsa) – Dopo un approccio fin troppo “rilassato” alla pandemia, Boris Johnson – che minimizzando aveva addirittura parlato di immunità di gregge, affidandosi al caso più che a una strategia mirata – prova a correre ai ripari e fa retromarcia.

Il dilagare dei contagi, passato da 1.543 a 6.650 casi in una settimana (con oltre 50 decessi), ha consigliato un deciso cambio di strategia. Non era invece bastato l’allarme lanciato a suo tempo da diversi medici britannici.

Un cambio di passo annunciato prima dalla mossa del Foreign Office, che aveva chiesto ai cittadini all’estero di rientrare il prima possibile, e poi dal Ministro della Salute, Matt Hancock, che aveva aperto alla possibilità di “ulteriori misure draconiane” con il Regno Unito che, alla fine, ha messo in atto il “modello Italia”.

Johnson come Conte – Nel suo discorso alla nazione trasmesso in tv da Downing Street, Johnson – esattamente come aveva Conte con qualche giorno di anticipo – ha annunciato misure senza precedenti, chiedendo alla popolazione di rimanere in casa e chiudendo pub e negozi non essenziali. “Devo dare al popolo britannico istruzioni molto semplici”, ha affermato il primo Ministro. “Dovete stare a casa”, è il sunto di misure e restrizioni in vigore per le prossime tre settimane.

Casi di coronavirus in aumento anche in Francia dove si sono registrati 3.838 positivi nelle ultime 24 ore, mentre i morti sono 186 in più. Lo ha reso noto il ministro della Salute, Olivier Véran, aggiungendo che il totale è ora di 19.856 contagi e 860 decessi, mentre oltre 2.000 i pazienti ricoverati in rianimazione.

Situazione analoga in Spagna dove sono almeno 33.089 i casi in totale, dei quali 2.355 in terapia intensiva. I morti sono 2.182, con un incremento di 462 vittime nelle ultime 24 ore: + 4.517 i contagiati rispetto a ieri, con un incremento del 14%, come hanno riferito le autorità sanitarie.

Allo stesso tempo “si va riducendo la percentuale dei pazienti in terapia intensiva”. Inoltre, ‘oltre il 10% dei contagiati sono stati dimessi”, ha spiegato il direttore del centro di coordinamento emergenze del ministero Fernando Simon. “Ma c’è un altro dato che non ci piace: “3.310 operatori sanitari contagiati”.

Terzo Paese per numero casi sono gli Stati Uniti dove i contagiati hanno superato i 40.000 casi: almeno 472 le vittime.

 

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