Gas, il futuro dell’energia. Consumi (e prezzi?) in salita per i prossini 20 anni

La domanda di metano e dei gas "alternativi" raggiungerà quella del petrolio. Ma con meno rischi sulle tensioni dei prezzi

Nucleare? Troppo rischioso. Carbone? Troppo inquinante. Fonti rinnovabili? Ancora troppo costose. Petrolio? Continuerà a guidare la classifica ma non ai ritmi attuali. La nuova star che tirerà la volata dell’energia mondiale nei prossimi 20 anni sarà il gas.

A dirlo è l’Agenzia Internazionale dell’energia (Iea) nel suo World Energy Outlook 2011, le previsioni sul consumo mondiale di energia fino al 2035. Per quella data il gas naturale rappresenterà il 25% dell’energia totale, con una domanda quasi pari a quella del petrolio: quasi 4,3 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtoe). Attualmente il gas supera di poco i 2,5 miliardi di tonnellate mentre il greggio è già oltre i 4 (v. grafico).

A cosa sono dovuti questi 2 miliardi di tonnellate in più? A spingere il gas ci sono molti fattori. Prima di tutto i cinesi, sempre loro. La domanda di gas della Cina, che attualmente (dato del 2010) è al livello di quella Germania, entro il 2035 potrebbe raggiungere quella dell’intera Unione europea.

Inoltre il mercato del gas ha un vantaggio rispetto a quello del petrolio: è più diversificato. Si parla genericamente di gas ma non c’è solo il metano. Il gas naturale continuerà a dominare la produzione ma i gas “alternativi” – come lo shale gas, estratto da rocce argillose – arriveranno a soddisfare una quota di domanda sempre maggiore, fino al  40%. Questo garantisce una maggiore stabilità delle quotazioni a livello internazionale.

La crisi delle altre fonti di energia

Ma la vera fortuna del gas è data probabilmente dalla crisi dei suoi concorrenti:

il carbone, il cui consumo resta sempre alto ma in netta flessione, ha un impatto ambientale enorme. Ogni kilowattora di energia prodotta col carbone immette nell’atmosfera 800 grammi di CO2 contro i 350 del gas;

le fonti rinnovabili, per quanto siano considerate l’energia del futuro, hanno una quota di mercato ancora troppo bassa e una tecnologia ancora costosa che le rende poco efficienti su scala planetaria;

l’energia nucleare è rallentata – Fukushima insegna – dai timori sulla sicurezza.

Ma la Iea stabilisce alcune condizioni perché il futuro possa essere davvero “a tutto gas”: le quotazioni devono restare basse e gli Stati devono porre regole severe sull’estrazione. Lo shale gas negli ultimi anni ha avuto un surplus di produzione che ha tenuto bassi i prezzi, soprattutto negli Stati Uniti, ma ha anche provocato polemiche sui metodi di estrazione ad alto impatto ambientale (perforazione orizzontale) con l’utilizzo di grandi quantità di acqua e prodotti chimici.

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