Garanzia sui prodotti, un diritto e molta confusione. Otto consigli per gli acquisti

La garanzia di conformità è obbligatoria per legge, copre tutti i prodotti e dura sempre due anni. Ed è il venditore, e non il servizio di assistenza, che deve occuparsi della riparazione o sostituzione del prodotto difettoso

Per quanto tempo è garantito un cellulare? E una bicicletta? A seconda del commesso a cui lo chiedi può durare dai 12 ai 24 mesi e magari variare a seconda dell’articolo. In caso di guasto, per molti è esclusa la sostituzione del prodotto difettoso con uno nuovo, per altri è possibile solo la riparazione a pagamento e solo alcuni ammettono l’una o l’altra gratuita. Su chi poi debba farsi carico della riparazione, fioccano le opinioni più variegate.

E’ il risultato (un po’ sconfortante) di un’indagine svolta dal mensile Altroconsumo su 300 negozi di 7 grandi città italiane. Nei panni di normali clienti gli intervistatori hanno chiesto informazioni sulla garanzia, la sua durata e l’assistenza in caso di guasto. Le risposte collezionate sono, per l’appunto, le più varie e disorientanti.

Una legge ignorata

A nove anni dall’entrata in vigore della legge sulla garanzia di conformità dei prodotti (decreto legislativo n. 24 del 2002, che ha recepito una direttiva europea) molti, troppi negozianti fanno finta di non conoscere i propri obblighi. E per la verità molti consumatori non conoscono i propri diritti.

Ecco le otto regole sulla garanzia obbligatoria da tenere ben presenti ad ogni acquisto:

1)  

La garanzia vale per qualsiasi prodotto acquistato da un privato cittadino in un negozio, o anche per corrispondenza o su internet (la garanzia non è obbligatoria per aziende e titolari di partita Iva, cioè se all’acquisto viene emessa la fattura e non solo lo scontrino fiscale).

2)

La sua durata prevista per legge è di 2 anni. Il produttore o il venditore non possono stabilire durate inferiori ma solo superiori (è il caso della garanzia commerciale che il produttore può aggiungere a quella obbligatoria).

3)

Copre tutti i difetti di conformità del prodotto, cioè tutti i casi in cui esso non è “idoneo all’uso” (es. guasto tecnico) o non ha le caratteristiche promesse dal venditore, indicate sull’etichetta o nelle pubblicità. Fanno eccezione solo gli articoli di cui, al momento dell’acquisto, si conoscono già i difetti (es. quelli venduti scontati proprio per questo motivo).

4)

Dà diritto alla riparazione o sostituzione gratuita del prodotto: il compratore (e non il venditore) ha facoltà di scegliere tra le due opzioni. Se non è possibile né riparare né sostituire il bene, l’acquirente ha diritto a una riduzione del prezzo o alla totale restituzione del denaro.

5)

Il prodotto va riportato al rivenditore entro 2 mesi dalla scoperta del difetto. Entro 6 mesi dall’acquisto si presume che ogni difetto sia preesistente all’acquisto stesso, quindi non dev’essere dimostrato dall’acquirente (cioè non c’è “l’onere della prova”).

6)

E’ il venditore che risponde dei difetti di conformità del prodotto ed è lui che deve occuparsi di mandare il prodotto in riparazione o sostituirlo. Non può “scaricare” il cliente all’assistenza, anche se quasi sempre tenta di farlo.

7)

La garanzia è del tutto gratuita e non possono essere richieste spese accessorie per la riparazione o il trasporto del prodotto al centro di assistenza. Anche il montaggio (es. di mobili componibili) è coperto dalla garanzia.

8) Per far valere la garanzia non è indispensabile lo scontrino né l’imballo originale, come a volte viene imposto dai negozianti. La garanzia non può essere sottoposta a condizioni e come prova d’acquisto valgono anche le ricevute del bancomat e di carte di credito.

Reclamo verbale e scritto

Per far valere la garanzia è necessario presentarsi nel negozio con una prova d’acquisto. Se il venditore si oppone o tergiversa, fate seguire alla richiesta verbale una raccomandata che dimostri la contestazione del difetto in data certa (ecco il modello proposte da Altroconsumo). Se nemmeno questa funziona, non vi resta che far valere i vostri diritti tramite le associazioni dei consumatori. (A.D.M.)

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