G8 Genova, avviato pignoramento del ministero dell’Interno che non paga

Pignorati i conti dello Stato, condannato a risarcire una vittima delle "torture" durante il G8 di Genova

Il tribunale di Genova ha condannato il Viminale e i dicasteri della Giustizia e della Difesa a un maxi-risarcimento per un giornalista tedesco (all’epoca 28 enne) con 224 mila euro per i danni patrimoniali, psicologici e morali subiti al G8 di Genova.

Herman J. è diventato invalido e malato cronico, dopo aver subito torture e pestaggi alla Diaz e a Bolzaneto. E poiché i soprusi, come riporta Il Secolo XIX furono compiuti da poliziotti, carabinieri e agenti della Penitenziaria, a pagare dovrebbero essere tre ministeri differenti, anche se la parte più corposa tocca al Viminale. Dovrebbero perché nei mesi scorsi due sentenze analoghe non si sono tradotte in un risarcimento concreto. Ecco perché sono in dirittura d’arrivo le pratiche per pignorare alcuni beni dello stesso ministero dell’Interno.

Nei giorni scorsi, l’avvocato del foro di Modena Carlo Malossi ha infatti avviato la procedura di pignoramento dei conti del Ministero dell’Interno che sarà discussa il 27 giugno in tribunale a Genova. L’obiettivo è costringere lo Stato a pagare al giornalista tedesco per il pestaggio subito nella caserma di Bolzaneto. Il legale aveva già ottenuto una condanna per risarcimento danni da parte del giudice genovese, Paola Luisa Bozzo, che aveva condannato il ministero a versare 175 mila euro a Tanja W. all’epoca 22enne, che subì “condotte di vera e propria tortura” nonché la “lesione di diritti della persona a protezione costituzionale che non sono oggetto di tutela della norma penale sanzionatrice in questione”.

I ministri Angelino Alfano prima e Marco Minniti poi hanno seguito la linea dell’attesa e fatto ricorso in Appello. Fino alla sentenza, il ministero non pagherà niente, basando questa decisione su un’interpretazione che viene applicata in casi dubbi. In questo caso appare come una scelta piuttosto sconsiderrata, in relazione al fatto che la Corte europea dei diritti dell’uomo si esprimerà entro breve sui fatti di Bolzaneto, dopo che per in fatti della scuola Diaz si era già espressa condannando l’Italia per l’assenza del reato di tortura.

Nonostante siano passati 16 anni dai fatti di Bolzaneto, Herman J. aspetta ancora la metà della cifra – 10 mila euro – che gli venne riconosciuta dal giudice come anticipo del risarcimento civilistico (a lui e a tutte le oltre 200 vittime della scuola Diaz). Il ministro della Giustizia Andrea Orlando, come tutti i suoi predecessori, non ha ancora voluto saldare il debito di cinque mila euro con il giornalista tedesco così come con molte altre parti civili.

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