G7 unito per i vaccini: stanziati 7,5 miliardi per Paesi poveri

Il debutto di Mario Draghi in qualità di Premier: salute bene globale, leadership implica solidarietà

Il G7 è unito nella lotta al Covid-19 e stanzia 7,5 miliardi a favore dei Paesi più poveri. E’ questo il grandissimo risultato raggiunto dal vertice online dei Sette Grandi, cui hanno partecipato per la prima volta Mario Draghi, in qualità di Premier, il Presidente americano Joe Biden, che ha riportato gli Stati Uniti nell’OMS , inaugurando una nuova era di concertazione, ed il nuovo Premier giapponese Yoshihide Suga, succeduto a Shinzo Abe la scorsa estate.

Presenti all’appuntamento virtuale i membri di lungo corso, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ed il Presidente francese Emmanuel Macron, assieme alla Presidente della UE, Ursula von der Leyen, ed al Premier canadese Justin Trudeau.

Il senso delle discussioni è chiaro, la salute è un bene globale e non può essere un beneficio solo dei paesi ricchi, soprattutto nell’era del Covid-19, che ha dimostrato di non avere barriere territoriali e fisiche, diffondendosi con una rapidità che nessuno si aspettava. E’ chiaro dunque che occorre non abbandonare la parte più povera ed accelerare la produzione, distribuzione e inoculazione di vaccini in ogni parte del mondo.

Mario Draghi, per la prima volta davanti ai colleghi del G7 in qualità di Premier italiano, ha affermato che esercitare leadership significa essere solidali e che la salute è un bene pubblico globale, quindi c’è bisogno di regole condivise e principi trasparenti, per un accesso equo, universale e di massa ai vaccini.

Un obiettivo che è anche quello del G20 sotto la Presidenza italiana, che ha accolto la proposta avanzata dal segretario dell’ONU Antonio Guterres di istituire una task force per sviluppare un piano vaccinale di portata globale.

La ripartizione delle risorse

Le risorse stanziate, il doppio di quanto inizialmente previsto, andranno a beneficio dei due programmi Covax e Act-A dell’OMS. Gli Stati Uniti contribuiranno con 4 miliardi, l’UE con 1 miliardo, la Germania in proprio con 1,5 miliardi. Anche l’Italia sta pensando di erogare un nuovo contributo a favore dell’Act-A.

La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato anche lo stanziamento di altri 100 milioni di aiuti umanitari per la campagna di vaccinazioni in Africa, mentre il Presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito la necessità di destinare il 3-5% delle scorte occidentali ai Paesi in via di sviluppo e di donare almeno 13 milioni di dosi all’Africa per mettere al sicuro gli operatori sanitari.

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