Frodi creditizie,(preoccupante) boom: oltre 11.000 i casi rilevati (+39.5%) per un danno stimato che supera gli 80 milioni di euro

Lo rivela l'ultima edizione dell’Osservatorio CRIF sulle Frodi Creditizie

(Teleborsa) Un fenomeno molto preoccupante, spesso sottovalutato ma che, purtroppo, continua a crescere.  Stiamo parlando delle frodi creditizie perpetrate mediante furto di identità – con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – che si confermano un fenomeno dalle dimensioni che diventano sempre più allarmanti,  in particolare relativamente al credito al consumo.
Lo rivela l’ultima edizione dell’Osservatorio CRIF sulle Frodi Creditizie:  nel I semestre dell’anno in corso sono stati oltre 11.000 i casi rilevati, contro una media che nel corrispondente semestre dei 2 anni precedenti si era invece attestata intorno alle 8.000 unità.
La dimensione di questo fenomeno può essere colta anche attraverso il confronto con il numero di rapine ai danni degli istituti di credito, che nell’intero anno 2016 sono state “solamente” 360, con un bottino medio pari a circa 29.500 euro.

I NUMERI DELLA TRUFFA – Tornando alle frodi creditizie, invece, l’importo medio rilevato nei primi 6 mesi del 2017 è risultato pari a 7.047 euro, per un valore complessivamente stimato in oltre 80 milioni di euro.
L’ultima rilevazione mostra una netta diminuzione dell’importo medio frodato rispetto al I semestre 2016, quando si era attestato a 9.893 euro. Questa evidenza va a spiegare in modo chiaro come, sempre più spesso, i criminali stiano orientando le proprie azioni verso l’acquisizione fraudolenta anche di beni e servizi di importo abbastanza contenuto, seppur abbandonando progressivamente l’attenzione verso quelli al di sotto dei 1.500 euro (in flessione del -29,9%).
Nello specifico, nel I semestre 2017 il 20,1% dei casi ha riguardato frodi di importo compreso tra i 1.500 e i 3.000 euro ma va rimarcato come il 21,6% dei casi riguardi importi superiori ai 10.000 € (in aumento di circa +4% rispetto al primo semestre dello scorso anno).

I TEMPI – Andando ad analizzare la distribuzione dei tempi di scoperta in funzione dell’entità dell’importo frodato, dallo studio emerge che la maggior parte dei casi scoperti entro i 6 mesi riguardano cosiddetti “small tickets” mentre i casi di frode con importi superiori ai 10.000 euro tipicamente necessitano di tempi più lunghi per essere individuati tanto che nel 21% dei casi si arriva addirittura a superare i 5 anni.

ELTTRODOMESTICI FRAUDOLENTI… – La tipologia prevalente di beni acquistati con un finanziamento ottenuto in modo fraudolento si conferma essere quella degli elettrodomestici, che arrivano a spiegare addirittura il 38% dei casi. Al secondo posto si piazza la categoria delle auto e moto, che arrivano a pesare per il 9,1% del totale, seguita dalle spese per immobili e ristrutturazioni (8,4%).
È interessante evidenziare il costante aumento dei casi che hanno come oggetto di frode i finanziamenti per l’acquisto di trattamenti estetici/medici (+12,2% anche se si fermano al 4,2% del totale) mentre quelle relative all’acquisto di prodotti di arredamento riguardano il 5,0% dei casi.
Per quanto riguarda il tipo di beni/servizi acquistati attraverso un finanziamento fraudolento in rapporto ai volumi di crediti erogati, le categorie per le quali si evidenzia la maggiore incidenza sono, invece, travel & entertainment, spese per immobili e ristrutturazioni e consumi/abbigliamento/lusso.

LA TIPOLOGIA – Il prestito finalizzato continua a fare la parte del leone, con il 56,5% dei casi di frode che interessano questa tipologia di prodotto creditizio. Prosegue l’aumento significativo delle frodi perpetrate su carte di credito, che nel I semestre 2017 fanno registrare un
eloquente +78,7% rispetto ai primi 6 mesi del 2016 arrivando a spiegare quasi il 30% del totale, mentre i casi sui prestiti personali calano del -15,7%.

OCCHIO ALLA CARTA D’IDENTITA’ – L’Osservatorio CRIF segnala come l’utilizzo della carta di identità risulti il documento identificativo principalmente utilizzato nei casi di frode creditizia (oltre l’80% del campione totale).
In particolare, si tratta di carte di identità contraffatte oppure valide ma non riconducibili al soggetto cui sono intestate. Una quota parte, invece, riguarda documenti per i quali risulta una denuncia per furto o smarrimento.

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