Francia, addio TTIP: “Impossibile chiudere entro l’autunno”

Calenda: "Siamo arrivati troppo lunghi sulla negoziazione"

Come previsto e anticipato su QuiFinanza, la Brexit rischia seriamente di mandare in archivio il TTIP, l’ormai famigerato accordo di libero scambio fra Usa e Ue caldeggiato dalla politica e osteggiato dall’opinione pubblica del Vecchio Continente.

E come noto è soprattutto la Francia a voler affossare un accordo ambiguo nei contenuti quanto, soprattutto, nell’estrema segretezza. “Non esiste assolutamente alcuna possibilità che si arrivi a un accordo entro la fine dell’amministrazione Obama. Penso che ormai lo sappiano tutti, anche quelli che sostengono il contrario” ha detto il vice ministro francese per il Commercio estero, Matthias Fekl. Il nodo – spiega Fekl – dipende dal fatto che “stiamo aspettando così tante serie offerte da parte degli Usa che non c’è alcuna possibilità che qualcosa cambi entro il termine del mandato dell’amministrazione Obama. Non c’è nulla di peggio che iniziare una trattativa dicendo di voler concludere a qualunque costo. Noi – conclude Fekl – avremmo preferito una buona intesa per l’occupazione in Francia e per i lavoratori”.

Malumori invece sul fronte italiano, dove il premier Matteo Renzi e più ancora il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda si erano spesi per firmare il prima possibile. “Il TTIP secondo me salta perché siamo arrivati troppo lunghi sulla negoziazione e rischia di saltare anche l’accordo con il Canada perché c’è una mancanza di fiducia verso tutto quello che internazionalizzazione e una mancanza di delega a una governance europea certa” – ha detto in proposito Calenda.

EFFETTO BREXIT – Come accennato, l’uscita della Gran Bretagna ha avuto il suo peso in merito. Gli inglesi erano infatti i più interessati sostenitori di una trasformazione dell’Unione europea in un’enorme area di libero scambio senza vincoli politici. Con l’esito del referendum, Londra si è chiamata fuori lasciando il pallino dei negoziati con Washington a Parigi e Berlino, decisamente più scettiche.

AREA USA-GRAN BRETAGNA? – L’aver lasciato l’Ue potrebbe peraltro facilmente posizionare Londra in testa verso un trattato di libero scambio bilaterale con gli Stati Uniti. Già allo stato attuale gli Usa sono il primo partner commerciale della Gran Bretagna: un quinto delle esportazioni americane nell’Ue sono dirette verso il Regno Unito così come lo sono stati, nel 2014, 588 miliardi di dollari di investimenti diretti (Fdi) Usa. I due Paesi, inoltre, sono culturalmente e politicamente più compatibili rispetto alle varie sfaccettature dei Paesi Ue.

Leggi anche:
L’Euro è tecnicamente fallito. E la colpa è della Germania
TTIP: Brexit affonda il trattato transatlantico?
Così il TTIP può cambiare le nostre vite
TTIP: rischiamo cibo con 80 pesticidi finora vietati
Cos’è il CETA e perché dovrebbe preoccuparci più del TTIP
Greenpeace affossa il TTIP: “Usa contro le tutele europee sulla salute”
Tutto sul TTIP

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Francia, addio TTIP: “Impossibile chiudere entro l’autunno...