Fondo di Garanzia PMI, le misure a favore delle startup innovative

L'emergenza coronavirus non ferma lo sviluppo delle startup innovative italiane. A supportarle, il Fondo di Garanzia per le Pmi 

L’emergenza coronavirus non ferma lo sviluppo delle startup innovative italiane. A supportarle vi è, infatti, il Fondo di Garanzia per le Pmi che ha erogato complessivamente finanziamenti bancari per 1,2 miliardi di euro, suddivisi in 5.956 singole operazioni (dati aggiornati a marzo 2020). È quanto emerge dalla nuova edizione del rapporto trimestrale a cura dalla DG per la Politica Industriale del ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con MedioCredito Centrale (qui lo speciale QuiFinanza sul Dl Rilancio).

Dal 2016, infatti, anche le Pmi innovative accedono gratuitamente al Fondo di Garanzia. Ad oggi si contano 334 Pmi innovative beneficiarie, per un ammontare complessivo di poco inferiore a 227,9 milioni di euro. Lombardia (64,2 milioni) ed Emilia-Romagna (30,9 milioni) risultano essere una parte considerevole dei finanziamenti concessi.

Nel dettaglio sono 23 gli incubatori certificati che hanno richiesto un finanziamento mediato dal Fondo, per un totale di 41 operazioni e circa 19,5 milioni di euro mobilitati. Le startup innovative che intendono richiedere un finanziamento bancario possono attivare la copertura del Fondo di Garanzia gratuitamente, secondo una procedura altamente semplificata.

La garanzia copre l’80% del prestito e può ammontare fino a 2,5 milioni di euro per impresa. Dall’avvio dello strumento nel 2013, si contano 3.336 startup beneficiarie, per un totale di 5.956 operazioni (1.138 aziende hanno ricevuto più di un prestito) e una media di oltre 200mila euro per singola operazione.

Nel primo trimestre del 2020 le startup hanno ricevuto nuovi prestiti bancari per circa 70,4 milioni di euro. Il valore – si legge nel rapporto – è superiore rispetto a quello registrato tra ottobre e dicembre 2019, quando furono emessi nuovi prestiti coperti da garanzia pubblica per 66,7 milioni di euro. L’ammontare complessivo rilevato al 31 marzo 2020 è pari a 1.200.262.749 euro.

Attualmente i prestiti già estinti ammontano a 169,4 milioni di euro (il 17,8% delle operazioni totali). Il 56,8% (931,4 milioni) è in regolare ammortamento, mentre in sofferenza è una quota pari al 5,4% (99,5 milioni).

A livello regionale si registra un maggiore ricorso al Fondo di Garanzia al Nord. La Lombardia vanta di gran lunga il maggior numero di operazioni (1.648) e la più elevata quantità di risorse mobilitate (380,3 milioni di euro), seguita a grande distanza da Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

LO STARTUP ACT ITALIANO – 
Da fine 2012, con l’entrata in vigore del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, l’Italia si è dotata di una normativa organica volta a favorire la nascita e la crescita dimensionale di nuove imprese innovative ad alto valore tecnologico.

Un vero e proprio “Startup Act italiano”. L’articolo 25 del decreto ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano una nozione specifica di “nuova impresa tecnologica”, ovvero la startup innovativa. In favore di questa tipologia di impresa è stato predisposto un vasto corpus normativo (artt. 26 e successivi) che prevede nuovi strumenti e misure di vantaggio che incidono sull’intero ciclo di vita dell’azienda, dall’avvio alla fasi di espansione e maturità.

Il sostegno alla nuova imprenditoria innovativa è motivato da vari obiettivi di politica industriale. Lo Startup Act – spiega il Mise nel documento “La policy del Governo a sostegno delle startup innovative” intende innanzitutto promuovere un modello di crescita sostenibile.  Uno sforzo che – sottolinea la relazione – non può prescindere dallo sviluppo di un ecosistema (piccole e medie imprese, grandi corporate, fornitori di servizi specializzati come gli incubatori e gli acceleratori, e naturalmente il mondo dell’università e della ricerca) animato da una cultura imprenditoriale votata all’innovazione.

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