Tav, l’Ue: Italia rischia la perdita dei finanziamenti se ritarda

Lo ha detto a Bruxelles il portavoce per i Trasporti e l’Ambiente della Commissione europea, Enrico Brivio

(Teleborsa) In Italia tiene banco il dibattito sulla Tav Torino Lione con lo schieramento dei favorevoli che si oppone al fronte dei contrari. Qualche giorno fa, proprio da Torino, è arrivato forte e chiaro il messaggio del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dell’iniziativa ‘Infrastrutture per lo sviluppo. Tav, l’Italia in Europa’ a “Torino è una città simbolo. Siamo qui con 12 associazioni, compresa la nostra, che sono rappresentanti di agricoltori, artigiani, commercianti, esercenti, cooperative, industria, di oltre 3 milioni di imprese e il 65% del Pil con oltre 13 milioni di dipendenti”.

Tav sì o Tav no? –  Il governo garantisce risposte “in tempi celeri”. Proprio mercoledì scorso si è svolto l’incontro tra il premier Conte, il vice Di Maio e il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli con le associazioni favorevoli alla ferrovia ad alta velocità Torino- Lione.  L’indicazione, anche legata ad alcune scadenze, è quella di non rinviare alle calende greche la decisione definitiva sul futuro dell’infrastruttura.

La partita, delicatissima, inutile nasconderlo, si gioca ovviamente sui numeri. E l’Italia potrebbe rischiare di dover rimborsare i co-finanziamenti Ue già erogati per la realizzazione del tunnel Torino-Lione della Tav, nel caso che vi siano ritardi rispetto al calendario dei lavori previsto dall’accordo di sovvenzione. Lo ha detto a Bruxelles il portavoce per i Trasporti e l’Ambiente della Commissione europea, Enrico Brivio.

FONDI UE A RISCHIO – La Commissione Europea “non può escludere che potrebbe essere costretta a chiedere all’Italia di restituire i contributi già concessi nell’ambito della Connecting Europe Facility” per la Tav Torino-Lione, “se non saranno spesi ragionevolmente in linea con le scadenze previste dall’accordo di finanziamento, in applicazione del principio ‘o si utilizza o si perde”.  A dirlo il portavoce della Commissione Europea per i Trasporti Enrico Brivio, durante il briefing con la stampa a Bruxelles precisando che  sono stati approvati 814 milioni di euro di cofinanziamento  Connecting Europe Facility ( Cef ) per questa prima fase di lavori. Ora il progetto sta subendo dei ritardi, inclusi quelli connessi alla sospensione delle gare d’appalto annunciata di recente dalle autorità italiane”.

“Nessuna cifra può essere indicata in questa fase, ma speriamo che non accada, dato che pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante”, continua Brivio. Il tunnel della Tav, prosegue, “non è importante solo per la Francia e per l’Italia, ma per l’intera Europa, specialmente nel contesto del corridoio mediterraneo Eu-Ten-T”. “A causa della sua dimensione strategica per l’Europa – dice ancora il portavoce – il corridoio è cofinanziato in misura significativa dal bilancio Ue. E, come ogni altro progetto finanziato dalla Ue, Connecting Europe Facility si fonda su un accordo di finanziamento che prevede una chiara tempistica per il completamento dei lavori”.

IL FATTORE TEMPO – “Il progetto è in corso – ha continuato il portavoce – ed è importante che tutte le parti mantengano gli sforzi per completarlo in tempo, in linea con l’accordo di finanziamento. Come ogni altro progetto della Connecting Europe Facility (Cef), ritardi nell’attuazione del progetto potrebbero portare a una riduzione del finanziamento Ue”.

SOTTO I RIFLETTORI – La situazione è monitorata attentamente dalla Commissione e dall’Inea (Innovation and Networks Executive Agency), in contatto con le autorità italiane e francesi. “A seconda di come si evolverà la situazione nelle prossime settimane, cambiamenti all’accordo di finanziamento per modificare l’ampiezza dell’azione o la tempistica potrebbero rendersi necessari nella prima parte del 2019”, ha dunque concluso.

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