FMI boccia Reddito e Quota 100. Di Maio attacca: “Critiche da chi ha affamato popoli”

Per il Fondo Monetario Internazionale crescita sotto l'1% per almeno 5 anni

“Abbiamo già smentito tante voci in soli sette mesi e nel corso del 2019 smentiremo anche il Fmi. Chi ha affamato popoli per decenni, appoggiando politiche di austerità che non hanno ridotto il debito, ma hanno solo accentuato divari, non ha la credibilità per criticare una misura come il Reddito di cittadinanza, un progetto economico espansivo di equità sociale e un incentivo al lavoro”, risponde così il Vicepremier pentastellato Di Maio alla bocciatura del Fondo monetario internazionale che critica apertamente il Reddito di cittadinanza mettendo in guardia circa il rischio che la misura possa diventare un “disincentivo al lavoro”

RISCHIO CONTAGIO – Nel report si legge che le debolezze strutturali del nostro Paese sono alla base della perfomance economica e in caso di un acuto stress dell’Italia l’effetto contagio potrebbe essere globale e significativo.

Crescita sotto l’1% per almeno 5 anni – Il Fondo, inoltre,  stima una crescita sotto l’1% per i prossimi 5 anni. Se per quest’anno e il 2020, come già comunicato, le previsioni vedono una crescita del Pil italiano rispettivamente dello 0,6% e 0,9%, per il 2021 la stima è dello 0,7%, mentre per il 2022 e 2023 del +0,6%. Il deficit previsto è al 2,1% del Pil nel 2019 e vicino al 2,9% nel 2020. Salirà al 3% nel 2021 e si fermerà a tale livello fino al 2023.

NON PIACE NEANCHE QUOTA 100 – Non si salva neanche la riforma delle pensioni. Nel mirino del FMI, infatti, finisce anche Quota 100, l’altra misura bandiera del governo gialloverde, con l’Istituto di  Washington che precisa come le regole per il pensionamento siano state “allentate notevolmente e questo potrebbe aumentare il numero dei pensionati, ridurre la partecipazione al mercato del lavoro e la crescita potenziale, e aumentare i già elevati costi pensionistici”.

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