Pollice verde anticrisi

Fiori e piante resistono al gelo dell'economia


Non solo orti fai-da-te, alla faccia della crisi economica, i primi cinque mesi del 2008 hanno visto una crescita delle vendite di fiori e piante ornamentali: +6,9%.

Il settore – 35mila aziende per 110mila addetti – tira così un respiro di sollievo dopo i cali vistosi del 2007. A primavera, le vendite si sono ulteriormente impennate, facendo registrare nel mese di maggio un +19% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Resta il fatto che gli italiani non sono dei giardinieri eccelsi, nonostante il clima complessivamente favorevole rispetto ad altri lidi europei. Spendiamo in media solo 47 euro all’anno per le piante di casa, 60 se si considerano tutti i prodotti florovivaistici. In dettaglio, nei primi cinque mesi del 2008 abbiamo speso in media 24,2 euro a testa per le piante e 23,4 per i fiori.
E apriamo il portafoglio solo nelle grandi occasioni: festa della mamma, della donna, funerali e giorno dei morti.

Il regalo floreale occasionale e galante invece non tira più: meglio virare su abbigliamento e cellulari, le prosaiche donne del nuovo millennio sembrano gradire maggiormente.
 
A fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi, per i produttori aumentano invece i costi, tanto che i profitti si riducono. Non solo, adesso ci si mette pure il caro energia, che incide pesantemente sulle coltivazioni in serra, quindi sulle primizie.

Per aggirare l’ostacolo si cerca di puntare sull’innovazione: coltivare varietà che abbiano meno bisogno del riscaldamento in serra e che offrano nuovi colori e forme. In gergo, si chiama “marketing mix”.

Tornando alle vendite complessive, maggio è il primo mese in cui hanno superato sia quelle del 2007 sia quelle del 2006: la spesa totale mensile è stata di 296milioni di euro, contro i 248 dell’anno scorso e i 282 di due anni fa.

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